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Ticino
Giuseppe Cotti nell'occhio del ciclone
Redazione
12 anni fa
Il municipale di Locarno è accusato di aver violato la collegialità. Lui ribatte: "Prima di esprimersi, la Commissione dovrebbe conoscere i fatti"

A Locarno si sono riaccese le tensioni, dopo i recenti accertamenti della Procura su un dipendente, sospettato di aver favorito una ditta nella concessione di un mandato da 15 mila franchi.

Accertamenti che erano stati effettuati in seguito a una segnalazione in Procura da parte del municipale PPD Giuseppe Cotti.

Il caso nel frattempo si è velocemente sgonfiato, non essendo stati ravvisati elementi di rilevanza penale nei confronti del dipendente, che in breve tempo ha chiarito i fatti davanti agli agenti.

Non si è invece sgonfiata la rabbia della Commissione del personale del Comune di Locarno, che ha inviato ai media un comunicato dai toni alquanto duri.

"Purtroppo ancora una volta gli ipotetici panni sporchi sono finiti in Piazza Grande per essere lavati davanti a tutti e questo prima ancora di aver determinato senza ombra di dubbio che questi fossero veramente sporchi" scrive la commissione, criticando l'agire del municipale popolare democratico. "Tutto questo è deplorevole, in quanto non solo è stato violato il segreto istruttorio, ma è stata messa pubblicamente in discussione l'integrità di un collaboratore, senza che coloro che sono chiamati ad appurare i fatti abbiano realmente concluso le indagini. Conclusioni che in sostanza sono state anticipate dalla stampa e che porteranno alla chiusura del caso e a un decreto di non luogo a procedere, in quanto il funzionario ha agito in modo corretto e negli interessi del Comune e del cittadino."

La Commissione stigmatizza "il fatto che un membro dell'Esecutivo abbia violato la collegialità che dovrebbe essere propria dell'Esecutivo stesso, segnalando in modo autonomo e senza verificare i fatti una situazione che a suo giudizio generava dei sospetti. Nell'agire etico questa segnalazione doveva essere indirizzata ai colleghi dell'Esecutivo, che avrebbero appurato internamente se vi fossero o meno gli estremi per una segnalazione al Ministero pubblico. Nel caso specifico, con le dovute verifiche, si sarebbe appurato che non vi era nulla di illegale e si sarebbe evitato di dare ancora una volta un'immagine negativa dell'amministrazione e dei suoi funzionari."

La Commissione, denunciando il "clima di terrore" e le "modalità inquisitorie" in atto nell'ambiente lavorativo della Città di Locarno, conclude chiedendo al Municipio "di attivarsi con tutti i mezzi a sua disposizione affinché situazioni simili non accadano più."

La replica

"Prima di eventualmente esprimersi in questi termini, la Commissione dovrebbe conoscere bene i fatti" ha subito risposto il municipale Giuseppe Cotti. "Nel caso specifico, ho agito come la Legge organica comunale prescrive di fare, quando un municipale riceve una segnalazione riguardo a fatti potenzialmente gravi. Come cittadino, la richiesta di lavare i panni sporchi in casa mi sembra paradossale e pericolosa, perché rimanda a pratiche disinvolte che vorremmo lasciarci alle spalle."

"La nostra attenzione" ha aggiunto Cotti "deve tornare al più presto sui veri problemi dell'amministrazione, che sono ben altri - e di ben altra natura, più profonda - rispetto alle mie personali valutazioni e decisioni in questa situazione. La Commissione del personale conosce bene questi problemi, perciò non dovrebbe venire meno al suo ruolo denunciando chi finora ha tentato di risolverli. Se oggi la situazione è tesa è perché per anni, con la responsabilità politica di tutti, è stato accettato un sistema clientelare, che tra le proprie malsane abitudini annoverava proprio quella di lavare i panni sporchi in casa. Chi doveva fare il bucato, ossia il Municipio, non l'ha in passato mai fatto." 

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