
Il Canton Giura ha rinunciato ad applicare l'iniziativa popolare della sinistra che chiedeva l'introduzione di salari minimi differenziati per settore e mansione, iniziativa che ha ispirato quella dei Verdi accolta ieri dal popolo ticinese.
Lo ha affermato ieri in diretta a TeleTicino il consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini, sottolineando la difficoltà, se non l'impossibilità, di mettere in pratica quanto auspicato dal testo dell'iniziativa.
E quindi, cosa dobbiamo pensare? Il 54% di ticinesi che ha approvato l'iniziativa può già sin d'ora rassegnarsi?
Abbiamo voluto chiedere lumi sulla situazione nel Canton Giura, come pure nel vicino Canton Neuchâtel, a chi l'iniziativa l'ha lanciata e sostenuta, il sindacato UNIA.
Ed abbiamo scoperto che sì, effettivamente l'idea di salari minimi differenziati per settore e mansione è stata abbandonata, per l'impossibilità di metterla in pratica. Ma un salario minimo, generalizzato e non differenziato, potrebbe comunque prima o poi entrare in vigore.
Prima o poi, dicevamo, perché nel Canton Giura il limite legale di 2 anni per far entrare in vigore l'iniziativa è già stato superato (il voto popolare risale al marzo 2013), ma ancora nessuna legge di applicazione è stata approvata dal Parlamento cantonale.
Nel febbraio scorso il Governo giurassiano ha trovato un compromesso, ovvero un salario minimo di 19,25 franchi all'ora per tutti i settori in cui non esiste un contratto collettivo di lavoro. Un compromesso accolto obtorto collo sia dai sindacati (che ritengono la paga troppo bassa) sia dal padronato (che la ritiene troppo alta), ma che deve ancora passare dal Parlamento. E non è ancora stata definita la data in cui l'oggetto verrà trattato.
Questo perché sul tema regna la totale incertezza. Come spiegatoci oggi dal portavoce romando di Unia Lucas Dubuis, che tra le altre cose si dice felice per il voto di ieri in Ticino, il Canton Giura è in attesa di vedere cosa succede nel vicino Canton Neuchâtel, dove il Parlamento ha approvato a larga maggioranza la legge di applicazione del salario minimo (20 franchi per tutti i settori), che però non può entrare in vigore a causa di un ricorso presentato da diverse associazioni padronali al Tribunale federale di Losanna.
Solo una volta che i giudici di Mon Repos avranno emesso la loro sentenza, si saprà se la legge di applicazione decisa dal Canton Neuchâtel è legale. E allora anche il Canton Giura potrà decidere se proseguire o meno con il suo progetto.
Insomma, una situazione alquanto complessa. L'aspetto positivo per il nostro Cantone è che a fare da apripista vi sono appunto Giura e Neuchâtel. Certo, occorrerà forse abbandonare anche da noi l'idea di un salario minimo differenziato per settore e mansione. Ma almeno sarà chiaro se e come sarà possibile introdurre un salario minimo nella costituzione cantonale.
Il portavoce di UNIA, dal canto suo, conclude sottolineando che la volontà espressa dal popolo nel Giura, a Neuchâtel e in Ticino è chiara e che quindi va ascoltata. A maggior ragione considerando che l'iniziativa che chiedeva l'introduzione di un salario minimo a livello nazionale era stata criticata soprattutto perché non teneva conto delle differenze regionali. Una critica che, per le iniziative cantonali, non regge più.
AS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

