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Ticino
Giulini: "Bellarena? Bella roba". De Dea rilancia
Redazione
17 anni fa
Lo stadio in via Tatti appeso ad un filo. Ricorso possibile. Intanto il gruppo De Dea-Delcò tende la mano all'ACB per Castione

Dall’incontro di ieri tra il Dipartimento del territorio ed il Comune di Bellinzona è emerso che lo stadio in Via Tatti si può fare, ma solo senza centro commerciale. la causa: il traffico. Il problema è che lo stadio senza negozi annessi non troverebbe finanziatori. Inoltre ricorrere contro il Piano direttore - a parte le possibilità di successo che sembrano essere decisamente scarse - causerebbe forti ritardi. E l'ACB non ha tutto questo tempo. Il progetto sembra dunque appeso ad un filo. E ora cosa intende fare l’AC Bellinzona? Percorrere la via del ricorso? O tornare a vagliare altri progetti? E altre ubicazioni, come quelle in un primo tempo scartate a Castione e Sant’Antonino? Lo abbiamo chiesto stamane al patròn granata Gabriele Giulini.“Prima di riaprire altre vie - ci dice Giulini - visto che abbiamo messo delle firme su dei documenti importanti con interlocutori molto seri, andiamo a vedere fino in fondo la situazione dell’ubicazione in via Tatti a Bellinzona. Poi se ne riparlerà”. L’ACB non esclude insomma la possibilità del ricorso… “Non so bene cosa dire, a questo punto mi trovo un po’ spiazzato anch’io. A marzo ci sono state date delle assicurazioni per iscritto, anche da parte del Cantone (in allegato sotto pubblichiamo la lettera spedita dal Cantone al Municipio di Bellinzona lo scorso 2 di aprile, ndr). E ora c’è questo cambiamento di rotta improvviso”. Per lei una grande delusione… “Diciamo che è un colpo, ma andiamo avanti. Io non mi fermo di certo”. Il tempo però stringe. Sempre più. La Lega svizzera di calcio chiede un progetto entro la primavera del 2010… “Certo c’è questo vincolo. E poi bisogna caprie se c’è qualcuno che rema contro lo stadio a Bellinzona”. In che senso? “Una premessa: voglio precisare che non ho nessuna intenzione di fare politica. Io voglio lo stadio. Ed in via Tatti c’é l’accordo tra i proprietari del terreno, la Città di Bellinzona, l’ACB e la HRS Real Estate AG. Tutti gli interessi sono molto bene delineati. Ed è un’operazione cristallina. L’investimento viene fatto con fondi privati. E la gestione fatta con i soldi che l’ACB avrebbe guadagnato grazie alle entrate derivanti dalla vendita di biglietti e anche grazie alla vendita dell’elettricità prodotta con i pannelli solari installati sul tetto della struttura. Non un centesimo di denaro pubblico. Io credo che quello di via Tatti sia un progetto al quale vanno fatti ponti d’oro, come ha cercato di fare la Città di Bellinzona. Il Cantone invece ora la pensa diversamente. Ma alcuni mesi fa non la pensava così. E allora io chiedo: cos’è cambiato nel frattempo?” Lo dica lei… “Non tocca a me dirlo”. Resta il fatto che se la Bellarena sembrava sulla rampa di lancio, ora sembra invece avere un piede nella fossa… “Se non esiste uno spiraglio per il progetto in via Tatti vedremo di trovare soluzioni alternative, ma a questo punto io dico “bella roba”, non Bellarena”. E’ un Gabriele Giulini decisamente amaro, quello che abbiamo sentito stamane. Un patròn granata che, se non si creeranno le condizioni per fare lo stadio nuovo e per garantire un futuro nella massima serie al club, lascia intendere che potrebbe anche andarsene. La situazione, per l'AC Bellinzona, non è però senza vie d'uscita. Il gruppo rappresentato da Renza De Dea (fiduciaria ed ex municipale leghista di Locarno ) e da Carlo Delcò (titolare della Mobili Delcò tra i maggiori sostenitori dell'ACB nonché ex presidente della società granata dal 1988 al 1990) va avanti nei suoi progetti. E presto ricontatterà Gabriele Giulini. E rilancerà. “Prossimamente - ci conferma stamane la stessa Renza De Dea - ci saranno altri incontri con gli uffici cantonali e comunali preposti alla pianificazione del comparto di Castione”. “E non capi

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