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Ticino
Giuliano Bignasca, l'eritreo
Redazione
14 anni fa
Amnesty International lancia una campagna di sensibilizzazione sulla politica di asilo svizzera. Presi di mira diversi politici

Giuliano Bignasca, rifugiato eritreo. Questo quanto appare sul sito www.ca-sufit.ch, un sito che richiama, citiamo ad “una politica di asilo giusta e umana”. Bignasca, rinominato Girmay Bignasca, racconta la sua odissea su un barcone di disperati: "“Sono stato in mare 21 giorni. C’erano 80 persone sul battello. Solo cinque sono sopravvissuti. Dopo tre giorni non c’era più acqua, niente da mangiare e anche la benzina era finita. Il battello era alla deriva. Era agosto, non pioveva. Alcuni hanno bevuto la loro urina ma hanno vomitato. Dopo otto giorno è morto il primo passeggero. C’erano 25 donne, una sola è sopravvissuta. Tutti i giorni c’erano dei morti”. Questa una parte del racconto che fa Girmay Bignasca. Ma non è il solo. Sul sito si possono trovare anche Jussuf Freysinger, dalla Siria, Mustafa Blocher, somalo, Cihan Mörgeli, dalla Turchia e altri ancora. Una campagna promossa da Amnesty International, sezione svizzera, che vuole sensibilizzare la popolazione sugli immigrati e i richiedenti l’asilo. Dal sito di Amnesty infatti si legge «Se rinascesse somalo, perfino lui sarebbe contento d'aver votato contro l'inasprimento della legge sull'asilo». Blocher, Freysinger, Bignasca e altri politici, conosciuti per le loro posizioni ostili in materia d'asilo, vengono rappresentati, con un pizzico di humor, nei panni di persone costrette ad abbandonare i loro Paesi. Con questa trovata Amnesty International cerca di favorire l'immedesimazione e la solidarietà nei confronti dei richiedenti asilo”.

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