
Giuliano Bignasca, rifugiato eritreo. Questo quanto appare sul sito www.ca-sufit.ch, un sito che richiama, citiamo ad “una politica di asilo giusta e umana”. Bignasca, rinominato Girmay Bignasca, racconta la sua odissea su un barcone di disperati: "“Sono stato in mare 21 giorni. C’erano 80 persone sul battello. Solo cinque sono sopravvissuti. Dopo tre giorni non c’era più acqua, niente da mangiare e anche la benzina era finita. Il battello era alla deriva. Era agosto, non pioveva. Alcuni hanno bevuto la loro urina ma hanno vomitato. Dopo otto giorno è morto il primo passeggero. C’erano 25 donne, una sola è sopravvissuta. Tutti i giorni c’erano dei morti”. Questa una parte del racconto che fa Girmay Bignasca. Ma non è il solo. Sul sito si possono trovare anche Jussuf Freysinger, dalla Siria, Mustafa Blocher, somalo, Cihan Mörgeli, dalla Turchia e altri ancora. Una campagna promossa da Amnesty International, sezione svizzera, che vuole sensibilizzare la popolazione sugli immigrati e i richiedenti l’asilo. Dal sito di Amnesty infatti si legge «Se rinascesse somalo, perfino lui sarebbe contento d'aver votato contro l'inasprimento della legge sull'asilo». Blocher, Freysinger, Bignasca e altri politici, conosciuti per le loro posizioni ostili in materia d'asilo, vengono rappresentati, con un pizzico di humor, nei panni di persone costrette ad abbandonare i loro Paesi. Con questa trovata Amnesty International cerca di favorire l'immedesimazione e la solidarietà nei confronti dei richiedenti asilo”.
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