
Il Cantone è disposto a rivedere il piano di riversamento sulle spalle dei Comuni delle prestazioni assistenziali. Ma non molla sul principio e neppure sui 40 milioni che gli enti locali dovranno versare nelle casse dello Stato.Il DFE è però disposto ad una soluzione di compromesso. Si tratterebbe di ridurre al 50% il contributo degli enti locali, secondo una scala di forza finanziaria (il 9,5% per i deboli, l'11% per i medi e il 12% per i forti), mentre dal 2013 il riversamento dovrà raggiungere quota 40 milioni. Se in un primo tempo il Consiglio di Stato aveva ipotizzato per tutti un'aliquota unica del 12%, ora è disponibile ad adottare una scala di forza finanziaria. I Comuni sembrano però non apprezzare. Lugano su tutti. "È veramente una porcheria politica - dichiara infatti senza troppo giri di parole il sindaco luganese Giorgio Giudici al CdT - che serve solo ad esasperare gli animi. Se si vuole continuare su questa strada, la Città non si tirerà certo indietro e in ogni caso non siamo disposti ad essere taglieggiati in questo modo. Non siamo gli unici a pensarla così. È il metodo di lavoro che è diventato inaccettabile". "Ci sono i margini per un compromesso - ha dichiarato da parte sua il sindaco di Locarno Carla Speziali - ma lo stesso non deve trasformasi in un effettivo incremento di imposta".
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