
Giudici sì, o Giudici no? I beninformati è un po’ che lo ripetono: Giorgio Giudici non mollerà. Perché senza di lui a Lugano rischia di essere un’elezione senza storia, perché tanti progetti nei quali Giudici ha scommesso andranno in porto nei prossimi anni, perché in fin dei conti la prossima sarà una legislatura breve e un po’, diciamolo, anche perché nel 2014 faranno 30 anni di sindacato. Un bel traguardo. I problemi di salute? Sembrano archiviati. E in effetti chi ha avuto modo di osservarlo, e soprattutto ascoltarlo, durante le svariate occasioni mondane offerte dal panorama luganese se ne sarà accorto. In molti dicono che, i suoi, non sono certo discorsi di addio. No, le sue sono parole di un nuovo buongiorno. Ma per un Giudici che rimane c’è un Erasmo Pelli che se ne va. E ovviamente stiamo parlando del vicesindaco. I rumors raccontano che non è più tempo per il tradizionale tandem: dentro l’uno, fuori l’altro. Sia come sia, orami l’attesa è agli sgoccioli. Entro metà dicembre il partito liberale radicale presenterà i propri nomi. Gli altri partiti? PPD a parte si gioca a rimpiattino. Neppure area liberale ha svelato i propri candidati. Ma ormai ci siamo. A giorni comunque la Lega ci dirà se la superlista della quale si parla è realtà. Forse già domenica. La vera sorpresa a questo punto sarebbe un Marco Borradori, dato praticamente per certo, che decide di restare alla guida del dipartimento del territorio. Ma mai dire mai. Pare che Giuliano Bignasca qualche dubbio ancora ce l’abbia, anche perché paradossalmente con Borradori in corsa è lui a rischiare di più. E veniamo ai socialisti, senza Nicoletta Mariolini e in attesa di Patrizia Pesenti. La ex consigliera di stato già una decina di giorni fa avrebbe dovuto far conoscere le proprie intenzioni. Se lo abbia fatto non è dato sapere. Le bocche sono cucite. Vada come vada, e in barba alle temperature, l’inverno Luganese si annuncia rovente. La campagna elettorale non finisce davvero mai. [email protected]
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