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Giudici: "Mi piace Ghiggia"
Giudici: "Mi piace Ghiggia"
Giudici: "Mi piace Ghiggia"
Redazione
11 anni fa
L'ex sindaco di Lugano a ruota libera sul Mattino della domenica, dallo studio dell'IRE al ballottaggio per gli Stati

Se non è un vero e proprio endorsement, poco ci manca.

In una lunga intervista rilasciata al Mattino della Domenica, l'ex sindaco PLR di Lugano Giorgio Giudici esprime a sopresa apprezzamenti che potrebbero non piacere ai vertici del suo partito. Perché si tratta di parole di stima e apprezzamento non per il candidato al Consiglio degli Stati del PLR, bensì per quello di Lega e UDC, Battista Ghiggia.

Giudici afferma che lo scorso 18 ottobre non ci sono stati grandi stravolgimenti nella deputazione ticinese perché gli uscenti hanno lavorato bene. L'ex sindaco di Lugano fa comunque notare che ora al Nazionale c'è una significativa maggioranza di centrodestra, che "probabilmente interpreta di più le idee dei ticinesi."

"E sono rimasto sopreso da Battista Ghiggia" aggiunge Giudici. "Lo conosco e lo stimo molto. Una campagna elettorale è tutta un'altra storia, ma lui ha dimostrato di avere le idee chiare e di voler agire con determinazione: un atteggiamento che mi ricorda quello di Claudio Zali."

Giudici non vuole però sbilanciarsi sull'esito del voto del 15 novembre. "Ripeto, quello di Ghiggia è un bel profilo. Ma di certo la sua battaglia sarà molto impegnativa, perché gli uscenti sono forti e non hanno demeritato a Berna. Comunque vada, sono convinto che potrà essere molto utile alla Lega in futuro. Una cosa va riconosciuta al movimento di Via Monte Boglia: sono riusciti a scoprire persone che altrimenti non sareb­bero mai entrate in politica.

Nell'intervista Giudici si esprime poi a ruota libera su diversi temi, da quelli che erano i suoi rapporti con Giuliano Bignasca allo studio che tanto ha fatto discutere questa settimana, quello realizzato dall'IRE sui frontalieri.

"Un polverone per nulla" afferma Giudici. "Si tratta di uno studio che ha portato a determinate conclusioni, basate su un lavoro teo­rico. Non è che ogni studio debba rac­contare la verità assoluta e dobbiamo per forza crederci, io stesso nella mia carriera da sindaco non ci ho creduto un sacco di volte. Ciò non vuol dire che non possano esserci interessanti spunti di riflessione: non fa mai male avere un punto di vista diverso. L’IRE deve es­sere libero di potersi esprimere, come le altre persone di eventualmente con­testare nel merito."

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