
Il nuovo quartiere di Cornaredo inizia piano piano a prendere forma e tra una decennio, quando i vari progetti saranno terminati, cambierà radicalmente il volto della città. Nell’edizione del 28 marzo parlavamo di una «mini-metropoli» pronta a spuntare tra Molino Nuovo e la galleria Vedeggio-Cassarate . Una mini-metropoli in fase di pianificazione e progettazione ormai da una ventina d’anni.
E Giorgio Giudici – sindaco di Lugano tra il 1984 e il 2013 – può sicuramente essere considerato tra i padri di questo progetto che, per il Ticino, è pionieristico. Proprio con lui abbiamo parlato del nuovo quartiere di Cornaredo, e ne è emerso un viaggio che ripercorre quasi 40 anni di storia di Lugano. "L’idea della galleria Vedeggio-Cassarate – sottolinea Giudici – è nata nel 1988. E immediatamente abbiamo capito che tutto quel quartiere, fatto di capannoni e strutture poco qualificanti, poteva venir ridisegnato e trasformato in qualcosa di più attrattivo". Ed ecco dunque il concorso per il masterplan, voluto appunto per ripianificare la gigantesca area (1 milione di metri quadrati) tra la galleria e lo stadio di Cornaredo.
"Questo ha permesso di impostare un’immagine nuova della città. Io ho sempre auspicato che si costruisse in verticale, per mostrare che si entra in una città". In verticale sì, ma non in modo eccessivo. L’edificio più alto – quello sopra il futuro nodo intermodale – potrà raggiungere i 60 metri (20 piani), mentre gli altri arriveranno a 40. "Già nel 1984 mi ero battuto affinché si potesse, in tutta la città, costruire oltre i 7 piani. Ma un consenso di verticalità c’è stato solo lungo il Cassarate. Ma lo stesso concetto di verticalità è poi stato adottato, secondo il concorso urbanistico, anche alla porta sud (il Pian Scairolo, ndr)". Porta sud di cui ultimamente si parla molto meno ma che in futuro potrebbe rappresentare una seconda «mini-metropoli» alle porte della città.
L'intervista completa nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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