
È molto deluso - "very disappointed" - il rappresentante del fondo internazionale con sede a Londra che si era detto disposto a investire 280 milioni per l'acquisto del Polo culturale di Lugano, più noto come LAC. Lo riferisce sui giornali di oggi il vicesindaco di Lugano, Giorgio Giudici, che con lo stesso ha avuto diversi scambi di e-mail. E con il quale condivide il disappunto."È un vero peccato che il Municipio abbia bocciato la proposta che io ho sottoposto nero su bianco, per di più senza nemmeno discuterla" ha affermato Giudici. "Si trattava di un'opportunità da non lasciarsi sfuggire. In seduta di Municipio ho portato l'offerta di un fondo internazionale disposto a investire 280 milioni per l'acquisto del LAC. Si poteva almeno convocarli e sottoporre loro le nostre condizioni.""La persona con cui ho avuto contatti era scocciatissima" ha aggiunto il vicesindaco. "Per lui, una volta raggiunto l'accordo, la cosa si poteva fare molto rapidamente. È venuto a Lugano tre volte, io l'avevo incontrato due volte: il minimo che si poteva fare, per il Municipio, era di parlarci di persona. A uno che fa un'offerta così non si può rispondere: grazie ma non ci interessa".Poi Giudici lancia una frecciatina alla sua collega di Municipio, e di partito, Giovanna Masoni Brenni. "Vedere chi non ha portato assolutamente nulla che parla sul giornale si questo fondo mi fa un po' arrabbiare. Sono mesi che mi sto battendo su questo e anche sulle finanze della Città, su cui secondo me si fa del terrorismo finanziario. Se un partner del genere si è fatto avanti, non reputa che Lugano sia sul lastrico."Giudici alla visita di giovedì scorso al cantiere non c'era. Era a pranzo al Principe Leopoldo con l'allenatore della nazionale russa Fabio Capello. Ma non vuol dire che non crede più nel LAC. "Ci mancherebbe, l'ho ideato io".
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