
Preoccupa e sicuramente fanno discutere le presunte irregolarità emerse nel corso di verifiche dell’Associazione interprofessionale di controllo sul cantiere dell’inceneritore di Giubiasco. Si parla di ditte svizzere e tedesche che una volta ottenuto l’appalto, lo avrebbero a loro volta subappaltato a una trentina di ditte. Ma non solo. Si parla anche di manodopera straniera sottopagata (con cifre che vanno dai 6 agli 8 euro all’ora). “Il problema è forte - dichiara Edo Bobbià dalle colonne Corriere del Ticino -. Non so bene se il gioco dei subappalti funziona bene”. Il direttore dell’Azienda cantonale dei rifiuti Claudio Broggini invece osserva dalle colonne della Regione: “Dopo l’incontro avuto fra marzo e aprile con i sindacati, le autorità di controllo e le ditte del consorzio eravamo convinti che il problema fosse risolto. Evidentemente non sembra essere così”. Il direttore, che era all’oscuro dei nuovi risvolti sulle presunte irregolarità, afferma “che nel frattempo abbiamo contattato le ditte del consorzio esigendo la presentazione tempestiva delle cifre”. "Da quello che sappiamo - termina Broggini - le ditte coinvolte in subappalto provengono soprattutto dalla Germania e dall'Est Europa, dove peraltro vengono prodotte diverse componenti dell'impianto".Sulla vicenda si è chinato anche il deputato leghista Lorenzo Quadri, che in un’interrogazione al Consiglio di Stato a poche ora dall’uscita della notizia, osserva che “L’accaduto preoccupa anche in considerazione del fatto che “stranezze” foriere di possibili situazioni non in regola sono state di recente segnalate anche in altri cantieri pubblici (ad esempio presso l’ospedale San Giovanni di Bellinzona e presso la scuola di commercio di Lugano)”. “Alla luce dei fatti descritti - scrive Quadri -, ammesso che vengano confermati, appare ancora più discutibile - se non improvvida - la posizione del Governo contraria all’introduzione di contingenti per la manodopera estera previsti negli Accordi bilaterali e ipotizzati dal Consiglio federale". E così il deputato chiede al Consiglio di Stato se conferma che le ditte che hanno ottenuto l’appalto per la realizzazione dell’impianto elettromeccanico avrebbero subappaltato i lavori ad altre imprese che impiegherebbero a loro volta manodopera straniera sottopagata. In caso positivo: a quando risale la scoperta? Come si è potuta verificare tale situazione? Quadri chiede inoltre quali siano le imprese subappaltanti e quanto personale straniero sottopagato lavora a Giubiasco. E ancora: “Visti i possibili precedenti analoghi: di quali strumenti di controllo dispone l’ente pubblico onde prevenire subappalti “abusivi” nell’ambito di cantieri pubblici? Quali altri casi di subappalti “abusivi” nell’ambito di cantieri pubblici sono attualmente al vaglio degli organi preposti?”. Infine, termina Quadri: “Non ritiene il Consiglio di Stato che, anche alla luce delle situazioni sopra descritte, esprimersi a favore (e non contro come ha invece fatto il Governo) ai contingenti per la manodopera estera previsti negli Accordi bilaterali e ipotizzati dal Consiglio federale, avrebbe costituito un segnale importante e necessario alla popolazione ticinese e alle imprese locali?”. Foto CdT Alessandro Crinari
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

