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Ticino
Giubiasco: "Nessun aumento PM10"
Redazione
15 anni fa
Lo dice il Dipartimento del Territorio: "L'impianto ha finora sempre rispettato i limiti di legge"

Le numerose richieste di chiarimenti, ultima in ordine di tempo quella del comune di Sementina, in merito al presunto aumento della quantità di polveri fini (PM10) dovute, secondo chi ha chiesto spiegazioni, all’inceneritore di Giubiasco hanno ottenuto risposta. Oggi infatti il Dipartimento del Territorio ha pubblicato una nota stampa con la quale si prende posizione in merito alle critiche.La nota inizia con: “Negli scorsi giorni sono emersi interrogativi sulla qualità dell’aria a Giubiasco,   soprattutto in relazione alle concentrazioni di polveri sottili (PM10). Il Dipartimento del territorio desidera chiarire che non è vero, come scritto ieri dai Verdi, che “da alcune settimane il rilevatore di Giubiasco registra un tasso di polveri fini superiore ai limiti consentiti”. Inoltre, Giubiasco non detiene nessun record negativo. l numero di superamenti totali del limite per le PM10 nei primi mesi dell’anno è paragonabile a quanto registrato a Bioggio ed è inferiore di circa il 17% rispetto a quanto registrato a Mendrisio e a Chiasso”.Il comunicato continua con: “Nello scorso mese di aprile a Giubiasco sono stati rilevati 5 superamenti del limite di legge di 50 µg/m3, con un valore massimo di 65 µg/m3 registrato il 22 aprile. Poiché tali valori non raggiungono la soglia di informazione (fissata a 75 µg/m3 dal Decreto esecutivo concernente le misure d’urgenza in caso di inquinamento atmosferico acuto)” – si legge – “la popolazione non è stata informata. Questa situazione è dovuta a una serie di concause che, sommandosi, hanno determinato l’innalzamento del tasso di PM10  nell’aria. La stazione di rilevamento di Giubiasco è posizionata nei pressi del termovalorizzatore (ICTR): va tuttavia rilevato che le misurazioni sono condizionate anche da altri fattori, come le frequenti attività di cantiere presenti nella zona (AlpTransit, ma non solo) e il traffico sulle vie di transito. Questi elementi possono portare a un incremento delle polveri dovuto al risollevamento del particolato, un   fenomeno che si acuisce nei periodi di prolungata siccità, come è stato il caso lo  scorso mese di aprile, nei giorni in cui è stata rilevata la maggiore incidenza di  PM10”.La nota prosegue: “Oltre alle misure d’urgenza dei periodi di smog acuto, la lotta all’inquinamento atmosferico è affrontata dal Cantone costantemente, anche e soprattutto sul lungo termine, con una serie di provvedimenti atti a limitare le emissioni di sostanze nocive dalle diverse fonti. Si tratta di misure che agiscono sulle economie domestiche (si pensi ad es. alle disposizioni per gli impianti di combustione), sull’industria e l’artigianato, sul traffico, i cantieri e i fuochi all’aperto. Rileviamo inoltre che il Rapporto sull’ambiente, che dà fra l’altro conto dei risultati di questi provvedimenti, è  stato approvato dal Gran Consiglio all’unanimità lo scorso mese di marzo, con osservazioni e valutazioni molto positive”.Si continua con: “Poiché tra le fonti citate in relazione alla qualità dell’aria di Giubiasco vi è l’ICTR, occorre ribadire che l’impianto ha finora sempre rispettato i limiti di legge, così come quelli più restrittivi imposti nella licenza edilizia. Il funzionamento dell’impianto e il rispetto dei limiti imposti sono, indipendentemente dalla pubblicazione dei dati, regolarmente verificati dal dipartimento”. E conclude: “Resta pendente la richiesta di pubblicare online i dati dell’ICTR, che sarà valutata nei prossimi giorni dal Consiglio di amministrazione dell’Azienda cantonale dei rifiuti (ACR). Il Dipartimento del territorio auspica che la decisione sia positiva, anche se si tratta di una scelta di comunicazione che nessun altro impianto di smaltimento dei rifiuti in Svizzera ha fatto (e che la legge non richiede)”.

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