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Ticino
Giubiasco: appalto bollente
Redazione
18 anni fa
Polemica sull'assegnazione dell'appalto per le facciate dell'inceneritore

Sono furibondi. Delusi. Sconcertati. La sezione ticinese dell’unione svizzera del metallo, la commissione paritetica, dunque aziende e sindacati, e alcuni parlamentari. Tutti contro l’azienda cantonale dei rifiuti (ACR) per la gestione e l’assegnazione dell’appalto per le facciate dell’inceneritore di Giubiasco. La polemica era scoppiata lo scorso novembre durante Matrioska quando il deputato PPD Fabio Regazzi, che con la sua impresa faceva parte del consorzio in gara per l’appalto, aveva denunciato procedure poco chiare. Ma oggi la vicenda è deflagrata. Cerchiamo di riassumere la storia, secondo la versione fornita stamane da chi protesta. L’anno scorso vengono pubblicati due concorsi per la realizzazione delle facciate. Sono concorsi assai complessi che richiedono specifiche competenze, oltre ad essere strettamente vincolati, nella scelta e nella posa del materiale, al progetto architettonico. Ai due bandi partecipano 3 consorzi, uno è ticinese. E tutti e tre presentano un offerta che supera almeno del doppio il preventivo del committente. A questo punto l’azienda dei rifiuti annulla il concorso e decide di procedere per incarico diretto. E qui scoppia il bubbone. Perché il committente sceglie una piccola azienda di Lucerna che non aveva preso parte al concorso. L’offerta economicamente è buona ma i Consorzi che lo avevano fatto non vengono interpellati per delle contro proposte. Di più: il complesso progetto iniziale subisce una modifica: sia dal profilo del materiale che da quello strutturale. Un cambiamento tale da spingere l’azienda dei rifiuti ad aggiornare la licenza edilizia. Fin qui i fatti esposti dall’unione del metallo e dai sindacato. Tutta la comunità contrattuale è incredula, hanno spiegato il sindacalista dell’OCST Gianni Guidicelli e il segretario cantonale di UNIA Saverio Lurati. Guidicelli e Lurati che con i colleghi Bignasca e Regazzi hanno inviato una fitta interrogazione al Governo. E quando tutti i dati saranno sul tavolo, le aziende del consorzio ticinese minacciano. Il direttore del Territorio Marco Borradori commenta così la vicenda: "Innanzitutto è una questione economica. Tra l'offerta della ditta lucernese e quella del consorzio ticinese ci sono tre milioni di differenza. E' giusto far lavorare le ditte ticinesi. Ed è quello che abbiamo fatto: sull'intera opera edile abbiamo appaltato l'87% a ditte ticinesi".red

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