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Ticino
"Giù le mani dal nostro Arlind"
Redazione
12 anni fa
Circa 300 persone sono scese in piazza per sostenere il giovane 17enne per protestare contro la decisione del governo

È iniziata alle 17.30 alla posta di Bellinzona la manifestazione indetta dagli "Amici di Arlind" a favore del giovane 17enne kosovaro che dovrebbe a breve lasciare la Svizzera dopo la decisione del Consiglio di Stato.

Sono circa 300 le persone scese in piazza per dimostrare la propria solidarietà al giovane. "Giù le mani dal nostro Arlind" hanno urlato i manifestanti, tra striscioni che svettavano con le scritte "Siamo tutti Arlind". Tra i presenti anche alcuni esponenti della politica ticinese, come la deputata socialista Pelin Kandemir Bordoli, e dei sindacati, come il segretario di UNIA Enrico Borelli, che ha preso parola di fronte alla folla in piazza Colleggiata. Anche l'arciprete di Bellinzona, Don Pierangelo Regazzi, ha aperto le porte della chiesa, quale segno di sostegno. Il corteo si è poi diretto in piazza Governo, in modo pacifico e solidale.

Nel frattempo quest'oggi il Consiglio di Stato ha motivato le decisioni prese lo scorso 9 aprile riguardo i casi dei giovani Yasin Rahmany e Arlind Lokaj, evadendo gli atti parlamentari ancora pendenti. Il Governo ticinese ha ribadito che per Arlind, seppur umanamente comprensibile, non ci sarebbe una “situazione eccezionalmente critica” che potrebbe giustificare una richiesta presso l’Ufficio federale della migrazione per un permesso di dimora quale caso di rigore. Nel caso del 23enne iraniano Yasin Rahmany invece sussisterebbe un reale pericolo in patria, per cui si è deciso d’inoltrare una richiesta in tal senso a Berna.

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