
Introduzione di una deduzione del 5% sui salari minimi per i nuovi contratti di lavoro nelle regioni con stipendi bassi, come i comuni di frontiera del Ticino e del Giura: è una delle novità concordate quest'oggi dai partner sociali nel settore delle macellerie, nell'ambito delle trattative salariali 2015.
Una notizia che non viene vista di buon occhio dal sindacato OCST. "Sorprende", si legge nella nota giunta in redazione, "la stravagante decisione di applicare in due Cantoni di frontiera (Ticino e Giura) una riduzione del 5% dei salari minimi contrattuali. Una soluzione che condanna dei Cantoni già sottoposti a forti pressioni determinate dalla Libera circolazione delle persone a dei salari ancora più bassi. Un metodo di concertazione che mette in evidente difficoltà pure la formazione professionale finalizzata a un’attività che si pretende mantenere qualificata".
L’OCST precisa che non è stato coinvolto, come tutti gli altri sindacati, nell’attività contrattuale di questa associazione del personale e stigmatizza "questo modo d’agire in quanto trascina con sé una dinamica di dumping salariale apparentemente concordata con il personale e nel contempo pericolosa".
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