
“Non ho chiuso occhio. Non si può morire per un pugno”. Esordisce così al telefono Mario, proprietario del Bar Debby di Lamone. Era il bar che frequentava e Mario lo conosceva bene "Giù Giù": “Una persona di cuore, rispettoso. Sì, un ragazzo in ordine. Non riesco a spiegarmi cosa possa essere successo. Secondo me è stata una fatalità”. È praticamente impossibile trovare qualcuno disposto a ricordare Giuseppe a microfono acceso. Tutti declinano. Gli amici, i conoscenti e la gente comune preferiscono internet, Facebook, per ricordarlo. Nelle ultime ore è stato aperto un gruppo in suo memoria. Gli iscritti sono quasi 1500. I messaggi oltre 400. “Morire a 30 anni non si può. Non ti conoscevo ma la tua morte mi ha rattristato”, scrive Rosanna. Poi c’è Lorena che dedica a "Giù Giù" i versi di una poesia di Neruda: Assenza. Nella bacheca, su Facebook, scrive anche Erina: “mi hai preso in giro anche un sacco di volte.. mi incazzavo nonostante sapessi che scherzavi e che lo facevi proprio per farmi innervosire... Mi raccomando..prendimi in giro anke da lassù..altrimenti non saresti tu!” Stasera la fiaccolataGli amici hanno anche organizzato per stasera una fiaccolata che partirà alle 21.00 dall'abitazione di Giuseppe Fera a Taverne e si concluderà alla stazione di Lamone.Intanto prosegue l’inchiesta Intanto prosegue l’inchiesta per chiarire la dinamica e le cause scatenanti del fatto di sangue. Il 30enne del varesotto che ha sferrato il pugno è rinchiuso nel carcere giudiziario della Farera. L’uomo frequentava la stessa palestra di "Giù Giù" ma sarebbe poi stato allontanato dai proprietari per motivi caratteriali. Nel frattempo sarebbero già state ascoltati alcuni testimoni presenti al momento del fatto, avvenuto attorno alle 2 di sabato mattina tra via Peri e via Cantonale a Lugano. [email protected]
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