
Ventiquattro ore dopo l'esito sulla tassa sul sacco, Sergio Morisoli e altri 9 deputati (Paolo Pamini, Gabriele Pinoja, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Boris Bignasca, Gianmaria Frapolli, Amanda Rückert, Mauro Minotti, Ivano Lurati) presentano una nuova iniziativa parlamentare che chiede di abbassare del 10% le imposte cantonali al ceto medio. Un annuncio che Morisoli aveva postato già ieri sera sulla sua pagina Facebook dopo "l'ennesimo balzello", e che oggi si è già tramutata in un'iniziativa parlamentare. "Adesso è ora di fare sul serio per bloccare, Governo, Parlamento e i soliti partiti a spremere il ceto medio" sottolinea Morisoli, prevedendo che nel 2019 i contribuienti pagheranno 218 milioni di franchi in più di imposte rispetto alle 2010 (820 milioni all'anno, mentre 1'038 milioni nel 2019).
Affinché si ripristini "una giustizia ridistributiva tra chi paga, chi spende e chi riceve", e visto che "a dover subire e sopportare gli aumenti è sempre e solo il ceto medio", tramite l'iniziativa i deputati propongono due varianti:
La prima prevede che le aliquote fiscali sul reddito di tutte le persone fisiche siano "ridotte del 10% in modo lineare, parimenti del 10% quella dell’imposta sulla sostanza".
Subordinatamente la seconda variante prevede che il carico fiscale (reddito e sostanza) del ceto medio (imponibili superiori ai 40'000 e inferiori ai 120'000 franchi) venga sgravato proporzionalmente per un ammontare complessivo del 10%".
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