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Ticino
Gita in Ticino con furto, marocchino condannato
Immagine Crinari
Immagine Crinari
Daniele Coroneo
5 anni fa
L’uomo aveva rubato un orologio a Lugano e cercato di rubarne un altro a Locarno, aggredendo un 60enne. Il ladro è stato condannato a otto mesi sospesi e all’esplusione dalla Svizzera

Una gita in Ticino da Piacenza in cui ci scappano anche un furto e un tentativo di furto. È la vicenda finita in aula ieri a Palazzo di Giustizia. I fatti risalgono allo scorso sabato 5 giugno. Alla sbarra si è presentato un 28enne cittadino marocchino residente in Emilia.

I fatti
Quel giorno, l’imputato era entrato nel nostro cantone con amici. La prima tappa della scampagnata li ha portati al Parco Ciani di Lugano, dove il 28enne è riuscito a strappare, dopo una colluttazione, un orologio del valore di 100 franchi dal polso di una vittima. Ben più alto il valore del secondo orologio oggetto delle mire del marocchino, nel frattempo spostatosi a Locarno: 25mila franchi. Per impossessarsene, l’uomo ha fatto cadere a terra da tergo il legittimo proprietario, un 60enne che ha subìto escoriazioni al braccio. Provvidenziale è stata la reazione della moglie della vittima, che ha sferrato un pugno al ladro, mettendolo in fuga e facendogli cadere di mano l’orologio d’oro rubato, restituito con qualche ammaccatura al signore. Il 28enne marocchino è stato finalmente identificato grazie alle telecamere di sorveglianza del Parco Ciani.

Il processo
All’uomo sono stati inflitti otto mesi sospesi per due anni e l’espulsione dalla Svizzera per cinque anni. Al giudice Marco Villa, che aveva chiesto il motivo dei reati, l’uomo ha risposto di essere venuto in Svizzera per una gita e che ha compiuto i furti sotto l’influsso di alcol e della necessità, poiché si trovava in cassa integrazione (corrispondente essenzialmente al nostro lavoro ridotto, ndr) e l’indennità non gli veniva versata da mesi.

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