
Dopo i noti fatti accaduti durante la scorsa notte, ovvero lo sgombero e la demolizione dell’ex Macello di Lugano, la Gioventù Socialista Ticino si esprime tramite un comunicato stampa, in cui «condanna le azioni del Municipio di Lugano e denuncia numerose irregolarità commesse, come il fatto di non aver eseguito controlli preventivi allo scopo di evitare la diffusione di sostanze tossiche (gravissimo nel caso del Molino, dato che nelle vicinanze c’è una scuola elementare), passando per il non aver interpellato gli uffici comunali competenti, arrivando infine al dispiegamento eccessivo di forze di polizia, arrivate in rinforzo persino da fuori cantone.»
In seguito, si esprimono sull’importanza di avere uno spazio ricreativo e culturale autogestito da giovani: «si condividono momenti piacevoli come il CSOA il Molino, e sottolineiamo la mancanza di luoghi di aggregazione per giovani in una città grande come Lugano, dove la priorità dell’esecutivo leghista sembra quella di guadagnare consensi sfruttando una situazione delicata come questa.»
Ed inoltre, «i modi di agire dei e delle Molinari non fanno l’unanimità. Ribadiamo comunque il loro sacrosanto diritto di manifestare le loro idee e le loro convinzioni.»
«Il sindaco Borradori ha inizialmente dichiarato che lo sgombero e la demolizione degli spazi autogestiti non erano previsti, in seguito ha ammesso che l’operazione era pronta ed è bastata l’occupazione pacifica del palazzo Vanoni per farla scattare. Un tale dispiegamento della forza a scopi coercitivi è intollerabile.»
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