
"Ci sono notizie false che girano, tipo "chiamati con una scusa" o "scortati dagli agenti di sicurezza". Io smentisco e continuo a farlo."
È con queste parole che inizia il video con il quale il direttore della RSI Maurizio Canetta si esprime sulle critiche giuntegli in merito alla gestione dei licenziamenti in corso in queste ore.
"Non ci sono modi giusti o sbagliati per licenziare" afferma Canetta. "Ci sono modi che creano certamente turbamento innanzitutto nelle persone che sono toccate dai licenziamenti, in chi deve gestire i colloqui, nelle colleghe e nei colleghi. La somma dei fattori di cui si deve tenere conto - di cui io devo tenere conto come direttore e come persona - riguarda la tutela dei colleghi licenziati, che hanno un piano sociale e che vengono incontrati più volte per discutere le modalità future; riguarda la tutela delle persone che gestiscono i colloqui, ovvero donne e uomini che hanno un'anima; riguarda la tutela delle redazioni di fronte a situazioni delicate e difficili. È la somma di questi fattori che crea una prassi, un modo, sul quale come sempre si può discutere. Ma non esiste un modo esente da controindicazioni."
Canetta spiega poi che i tagli non hanno colpito unicamente il personale, bensì l'insieme dell'azienda, nell'ambito di un'ottimizzazione resasi necessaria a causa di decisioni giunte dall'alto. "Non c'è un accanimento, non c'è una lezione da dare, non c'è un'immagine da pulire nei confronti di chissà quale potere forte" afferma in risposta a chi ipotizza vi sia dietro un disegno politico. "Tutto si può interpretare, tutto si può leggere macchiavellicamente. Ma vuol dire non credere all'indipendenza e alla capacità di giudizio e di analisi della direzione generale, che è composta da sette persone."
"C'è una rivoluzione in corso, siamo dentro la rivoluzione" dichiara poi Canetta. "Il classico (radio e tv) deve continuare a funzionare, ma dobbiamo essere dentro il nuovo. Il pubblico sta già facendo una rivoluzione e noi dobbiamo esserci, partendo da un nuovo paradigma."
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