
Si è tenuta sabato l'assemblea annuale della GISO, in occasione della quale è stato rieletto il comitato. Oltre a confermare Chiara Salvini, Martino Rinaldi e Laura Riget, è stata anche eletta Angelica Forni. Il comitato è pronto e motivato per coordinare le prossime attività della GISO e soprattutto per portare avanti la raccolta firme dell’iniziativa 99%.
Si è poi discusso e preso posizione su vari temi d’attualità. Primo su tutti la riforma fiscale e sociale presentata nelle scorse settimane dai Consiglieri di Stato Vitta e Beltraminelli. La GISO reputa tale pacchetto un compromesso innacettabile. Legare i due ambiti, obbligando così il Parlamento e i cittadini e le cittadine in caso di voto popolare ad accettare "tutto e niente" è antidemocratico. Condivide le misure sociali e è felice che Beltraminelli abbia riconosciuto la necessità di quest’ultime per il nostro Cantone, ma esse non sono sufficienti per accettare gli sgravi fiscali proposti nella seconda parte del pacchetto. Sono decenni che si va in questa direzione, sgravando le imprese e i benestanti; quando questa tedenza andrebbe invece invertita, come proposto dalla nostra iniziativa 99%. Perciò la GISO sostiene l’annunciato referendum.
La GISO ha poi deciso all’umanità di non sostenere la pericolosa iniziativa "No Billag", che causerebbe di fatto la fine del servizio pubblico e della RSI, azienda fondamentale per il tessuto sociale del Canton Ticino. Il canone radiotelevisivo porta concreti vantaggi per il nostro Cantone, il quale riceve ben più di quanto versa, ed è fondamentale per garantire un servizio di qualità, oggettivo e libero da meccanismi di mercato.
Sempre durante l'assemblea, la GISO ha anche preso posizione nei confronti dell'iniziativa targata swisstransplant «Favorire la donazione di organi e salvare vite umane». Ogni anno un centinaio di persone muore a causa della carenza di organi e al momento oltre 1’500 residenti sono in attesa di un trapianto. L'iniziativa propone un nuovo modello detto del "consenso presunto", già in utilizzo in Francia e in altri paesi europei. Questo modello porterebbe a un sostanziale aumento delle donazioni pur non ledendo i diritti del cittadino e delle cittadine, che comunque possono far valere il proprio dissenso.
Come ultimo punto la GISO ha discusso della mozione di GLRT per favorire e rafforzare l’insegnamento del tedesco nelle scuole ticinesi, la quale va a suo parere chiaramente bocciata. L’argomentazione della mozione secondo cui questo cambio nell’insegnamento rafforzerebbe la coesione nazionale ci trova in disaccordo. Il testo della mozione presenta poi i vantaggi che questo insegnamento anticipato della lingua tedesca avrebbe per il mercato del lavoro, facilitando la ricerca di occupazione per i giovani ticinesi. A nostro parere questa mentalità andrebbe completamente invertita: il compito dello Stato ticinese è quello di garantire anche a questa fascia d’età sufficienti posti di lavoro e d’apprendistato dignitosi, e non di preparare i giovani ad "emigrare" nel mondo del lavoro svizzero-tedesco.
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