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Ticino
Giovanni Leonardi rassicura
Redazione
12 anni fa
Il neopresidente di AET, proposto ai tempi da Giuliano Bignasca e poi da Norman Gobbi, spiega in che modo gestirà eventuali conflitti di interesse

Appena nominato, il neopresidente di AET Giovanni Leonardi è subito stato additato per i suoi possibili conflitti di interesse. La gran consigliera Greta Gysin ha inoltrato una preoccupata interrogazione parlamentare già all'indomani della nomina dell'ingegnere, attivo in diverse altre aziende del settore elettrico. La deputata dei Verdi chiede al Governo, tra le altre cose, se è stato chiesto a Leonardi di rinunciare alle attività in contrasto con la sua nuova carica.

Ebbene, Giovanni Leonardi non rinuncerà a nessuna carica. Chiederà comunque il consenso ad AET nel caso intendesse assumere nuovi incarichi.

Lo ha precisato lui stesso al Corriere del Ticino.

"Come CEO di un'azienda quotata in borsa sono già stato confrontato con conflitti di interesse di ben altre dimensioni, ho dovuto imparare a gestirli e ritengo di averlo fatto bene" ha dichiarato il neopresidente di AET. "Al momento non sono membro di altre società attive nel core business di AET, che è la produzione, il commercio, il trasporto e la distribuzione di energia elettrica. Io mi occupo soprattutto di consulenza, cosa che AET non fa. Comunque a livello di CdA ne abbiamo discusso prima della mia nomina a presidente. Abbiamo stabilito che prima di assumere altri eventuali incarichi (anche se con questa presidenza mi è difficile immaginarlo) se ne discuterà al nostro interno in maniera aperta. Il CdA di AET ha in ogni caso il diritto di veto. Mi sembra una soluzione trasparente e che fornisce ogni garanzia."

Leonardi ha affermato poi che il suo lavoro ad AET sarà complesso, data la distorta situazione del mercato attuale, ma che è rimasto positivamente impressionato dal lavoro in team del CdA. "Ci sono le premesse per fare bene nell'interesse dell'Azienda del Cantone" ha detto.

Il neopresidente di AET ha poi speso parole di stima per Giuliano Bignasca e Norman Gobbi. Il Nano fu il primo a fare il suo nome per la presidenza di AET ("a livello professionale il nostro rapporto era molto buono"), mentre il consigliere di Stato è stato colui che ha proposto la sua nomina al Governo. "Ma sa, io sono leventinese e la Leventina è una piccola-grande famiglia. Con Gobbi i rapporti sono sempre stati buoni e lo sono anche ora che lui è in Governo. Al punto che fu lui a proporre la mia candidatura anche se non sono di area leghista."

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