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Ticino
Giovanna Masoni: "Lo scudo fiscale é anche colpa nostra"
Redazione
17 anni fa
La municipale di Lugano sostiene che il Ticino non riesce a sensibilizzare Berna sui suoi problemi economici e politici

Scudo fiscale? Orchestra della Svizzera italiana? Il consigliere federale Moritz Leuenbeger, presente lo scorso mercoledì a Lugano per il convegno sul turismo, “sa molto poco dei nostri problemi e della loro gravità”. Parole della municipale di Lugano Giovanna Masoni Brenni che punta il dito contro Leuenberger, reo di conoscere a malapena le questioni importanti per il Ticino. “A Berna - scrive Giovanna Masoni Brenni - si sono votate misure anti-crisi, mentre nulla (di visibile, perlomeno) si sta facendo per sostenere la Svizzera e in particolare il Ticino in questa durissima battaglia. Sono rimasta un po' sorpresa già quando il consigliere federale Leuenberger, interpellato direttamente sulla situazione dell'Orchestra della Svizzera Italiana ha mostrato una cortese apertura, ma di sapere molto poco”. Poi, dopo la questione dell’orchestra la municipale PLR ha chiesto personalmente a Leuenberger cosa stia facendo Berna in merito al problema dello scudo fiscale italiano. ‘Cos’è lo scudo fiscale italiano?’, ha chiesto Leuenberger. Dopo la traduzione, il ministro “si è limitato a rispondere che la piazza finanziaria svizzera resterà competitiva e non deve puntare a nascondere infrazioni fiscali ma sulla qualità del prodotto. Della qualità dei servizi della piazza finanziaria svizzera e ticinese siamo tutti consapevoli e anche orgogliosi, ma l'on. Leuenberger ha mostrato di sapere ben poco: non vede, accanto alla questione del segreto bancario, che ormai - a seguito di un'evoluzione interpretativa pluri-decennale -, è avviato, perlomeno nei rapporti internazionali, alla esclusiva protezione della sfera privata, non vede la questione altrettanto e anzi più pericolosa dello scudo fiscale italiano”. Se un consigliere federale sa poco dei problemi dei ticinesi, osserva ancora Masoni Brenni, “se la Svizzera nemmeno sa che il Ticino, di fatto, è in mezzo a una guerra economica e politica, prima di essere colpa sua, è colpa (perlomeno anche) nostra: dei politici e delle associazioni di categoria. Dobbiamo essere molto più vicini e presenti a Berna, la deputazione federale e il Governo cantonale in testa. Questi sono problemi molto seri e non sono di oggi: dello scudo italiano, formalmente approvato ieri, si è discusso per mesi”.

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