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Ticino
Giovani: troppi debiti?
Redazione
15 anni fa
Il Nazionale vuole vietare la pubblicità per il piccolo credito. Antonella Wasser è contraria: "I controlli sono severi"

La pubblicità per il piccolo credito deve essere vietata. Con 93 voti contro 73, il Consiglio nazionale ha accolto oggi un'iniziativa parlamentare di Josiane Aubert (PS/VD) in questo senso. La Camera del popolo ha inoltre chiesto un'indagine sull'indebitamento degli svizzeri, in particolare dei giovani. L'iniziativa - sulla quale il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi - ha ottenuto il sostegno della sinistra, del PPD e di alcuni parlamentari dello schieramento borghese. Il Nazionale si è espresso contro l'avviso della maggioranza della commissione. La pubblicità spinge i giovani al consumo e alla ricerca del piacere immediato, ha spiegato Josiane Aubert. La metà degli adulti fortemente indebitati ha contratto il primo debito fra i 18 e i 25 anni. Per arginare il fenomeno, ha spiegato la Aubert, sei città vodesi hanno tentato di vietare la pubblicità per il piccolo credito, ma sono state fermate dalla giustizia: la legislazione federale non permette azioni di questo tipo. In Svizzera, il 18% delle famiglie vive con almeno un debito, contro il 28% nell'Unione europea, ha da parte sua affermato il consigliere federale Didier Burkhalter. L'indebitamento colpisce in particolare i disoccupati, gli stranieri e le famiglie monoparentali.Il 23% dei giovani fra 18 e 24 anni vive in una famiglia che ha contratto almeno un debito. Per la destra il divieto è una misura sproporzionata e inefficace. La pubblicità obbliga a una certa trasparenza, ha spiegato Charles Favre (PLR/VD) a nome della commissione. Se la vietiamo, ha aggiunto, prevarrà il passaparola, senza possibilità di controllo. La parola ai professionisti del creditoAbbiamo voluto approfondire l'argomento chiedendo ai professionisti del credito se in effetti ci sia questo problema di indebitamento giovanile. Ci risponde Antonella Wasser titolare di una nota società ticinese di intermediazione che non eroga direttamente i crediti ma lavora tramite le banche."Per quel che concerne i disoccupati posso garantire che non vengono erogati crediti. La base è una garanzia di un posto di lavoro, e quindi un'entrata fissa" ci dice Wasser."Per quel che concerne i giovani, ossia tutte le persone sotto i venticinque anni, bisogna dire che dopo il 2003, ovvero con l'entrata in vigore della legge sul piccolo credito, i controlli su questi soggetti sono particolarmente severi" continua Antonella Wasser "prima è vero che venivano accordati crediti sulla base di quanto diceva il possibile cliente e su quanto produceva a livello di documentazione. Ora invece, grazie al sistema ZEK è possibile controllare se esistono già altri impegni finanziari, anche se il giovane non lo comunica. Aggiungo anche che spesso, quando il ragazzo è molto giovane, vengono prese informazioni anche sulla famiglia".Ma non è tutto "Prima di concedere un credito le banche fanno dei calcoli molto severi, sulla base dei parametri che si trovano nella legge. Si calcolano tutte le entrate, si sottraggono le uscite e quello che rimane che supera il minimo vitale è a disposizione per far fronte all'impegno che si vuole assumere".Per quali motivi vengono richiesti dei crediti? A farla da padrone è l'automobile "ma ci sono anche ragazzi che vogliono mettere su casa e fanno capo al piccolo credito. È vero che qualcuno li chiede anche per andare in vacanza, ma non sono molti".ATS/ MM 

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