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Ticino
Giovani tra emarginazione e speranza di un riscatto
Giovani tra emarginazione e speranza di un riscatto
Giovani tra emarginazione e speranza di un riscatto
Redazione
7 anni fa
Larissa: “Mi sono ritrovata a 19 anni senza un diploma e senza nessuno disposto ad aiutarmi"

Ogni anno in Ticino i giovani che non riescono ad ottenere la licenza della scuola media sono molti, troppi se si pensa alle difficoltà che questo può comportare. Il rischio di finire in un circolo vizioso che porta all’esclusione sociale è reale. Lo sa bene Larissa: “Mi sono ritrovata a 19 anni senza un diploma e senza nessuno disposto ad aiutarmi. Ritrovarsi senza la licenza delle medie in un mondo dove tutti hanno un diploma è difficilissimo” spiega la ragazza ai microfoni di TeleTicino.

Contare le tante porte chiuse in faccia e percepire il giudizio degli altri è stato molto doloroso per Larissa. Per fortuna però ora però i ricordi fanno meno male. Infatti è una tra i tanti giovani a cui ogni anno Pro Juventute offre una seconda possibilità, grazie al progetto ‘Recupero licenza IV media’.

“Quando ho iniziato a frequentare le lezioni di Pro Juventute - racconta Larissa - ho incontrato altri ragazzi con storie simili alla mia e docenti che mi hanno davvero aiutata e sostenuta per raggiungere il mio obiettivo. Inoltre ci hanno sostenuto anche dal punto di vista personale, aiutandoci ad affrontare i nostri problemi col dialogo”.

Un progetto nobilissimo che permette a molti giovani di ritrovare il proprio cammino dopo avere ‘smarrito la bussola’ per ragioni che possono essere le più disparate. “Uno degli scopi di questo progetto - ha spiegato il coordinatore Giacomo Petruccelli - è quello di offrire il tempo necessario ai ragazzi per rielaborare certi loro comportamenti, certe loro decisioni. Molto spesso i ragazzi che non ottengono la licenza della scuola media portano con sé un bagaglio di esperienze negative e di fallimenti, e non sempre riescono a trovare una persona all’interno della loro sfera famigliare in grado di ascoltarli senza giudicarli”.

Avviato nel 2010, il progetto è ormai ben inserito in tutta la rete sociale del Cantone e interessa ogni anno una cinquantina di ragazzi. “Siamo riusciti a dimostrare che basta poco per potere aiutare questi giovani e metterli nelle condizioni di riuscire ad inserirsi in una vita sociale quanto più soddisfacente possibile” sottolinea il direttore di Pro Juventute Ilario Lodi.

Il caso di Larissa è emblematico: dopo avere ottenuto la licenza ha iniziato uno stage in una casa per anziani. Quando ne parla, le brillano gli occhi: “Sono felicissima di avere fatto questo percorso, lo rifarei e lo consiglio a tutti coloro che si ritrovano in situazioni analoghe a quella che ho dovuto affrontare io. È un progetto che aiuta a ritrovare se stessi, non solo professionalmente ma anche per capire chi si è veramente. Questa è una cosa fondamentale”.

Per Petruccelli non ci sono dubbi: “L’ottenimento della licenza è certo importante, ma la soddisfazione maggiore è quella di essere riusciti ad aiutare questi ragazzi a trovare la loro strada e la loro passione”.

Maggiori dettagli nell'edizione di ieri del TG di TeleTicino

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