
No all’illusione della cassa malati unica. All'insegna di questo motto le sezioni giovanili cantonali di PLR, PPD e UDC si uniscono contro l’iniziativa della cassa malati unica e pubblica, su cui il popolo è chiamato ad esprimersi il prossimo 28 settembre.
Una cassa che, secondo le sezioni giovanili dei tre partiti, non permetterebbe in alcun modo di diminuire i costi. Inoltre, sostengono i tre movimenti, "il premio unico per tutti previsto dall’iniziativa porterebbe all’abolizione degli sconti per i giovani, ma anche delle franchigie opzionali e di modelli come quello del medico di famiglia che permettono oggi una riduzione del premio. Il sistema verrebbe centralizzato a Berna e, in tal caso, sarebbe ben lontano dalla sensibilità e dalle esigenze del Ticino. Gli assicurati, privati della loro libertà di scelta, passerebbero da clienti a sudditi della “megacassa federale”."
È la seconda volta nel 2014 che Giovani liberali radicali, Generazione Giovani e Giovani UDC ticinesi scendono in campo uniti. Questa volta si tratta di lottare contro l’iniziativa per una cassa malati unica, in votazione popolare il prossimo 28 settembre. Il comitato giovanile intende mettere in guardia la popolazione ticinese "dalle vuote promesse e dai pericoli dell’iniziativa."
"In alcun modo una cassa unica permetterà di diminuire i costi del sistema sanitario" scrivono i tre movimenti giovanili.
"Si tratta di una mera illusione" proseguono. "Persino i fautori dell’iniziativa dubitano ormai delle proprie vaghe promesse e tra di loro c’è chi ha già dichiarato che i premi non diminuiranno. Ciononostante la sinistra ce la sta mettendo tutta per ribaltare uno dei sistemi sanitari più efficaci al mondo. E ciò in primo luogo a scapito dei giovani: la cassa unica abolirebbe di fatto i premi agevolati per minorenni e giovani adulti, oltre che tutti gli altri ribassi di premio. A pagare il prezzo più alto, dunque, sarebbe soprattutto la gioventù. Ma non solo, anche gli altri assicurati si troveranno a dover fare i conti con costi maggiori. Ormai è chiaro che i sistemi statali non sono in grado di gestire le finanze in modo efficiente, un esempio lampante è quello della nostra assicurazione invalidità e del suo debito miliardario. Basta poi dare un’occhiata all’estero dove i sistemi a cassa unica o finanziati in modo statale sono già una realtà: per esempio Italia e Francia hanno debiti miliardari da lasciare alle prossime generazioni. È palese che l’obiettivo della sinistra non è quello di ridurre i premi. Hanno infatti già annunciato, quale prossimo passo, l’intenzione d’introdurre premi commisurati al reddito."
"Con una cassa unica vi sarebbe una centralizzazione a Berna" scrivono ancora i movimenti giovanili di PLR, PPD e UDC.
"La centralizzazione andrebbe a scapito del servizio di prossimità sparso sul territorio di cui disponiamo oggi" aggiungono. "Spesso le esigenze del Ticino non vengono sufficientemente percepite da Berna e una centralizzazione non è sicuramente la migliore via per una giusta presa in considerazione delle sensibilità del sud delle Alpi."
"Non potremo più decidere liberamente la cassa malati e nemmeno di cambiarla nel caso in cui non fossimo contenti del servizio offerto (per esempio a causa di lunghe attese telefoniche o ritardi nei rimborsi)" proseguono. "Una cassa unica non dovrebbe fare alcuno sforzo per fare in modo che gli assicurati restino preoccupandosi di offrire un buon servizio. In ogni caso non avrebbe concorrenza!"
"Non sarebbe inoltre più possibile avere sconti scegliendo il modello assicurativo o la franchigia più adeguata alle proprie esigenze. La responsabilità individuale sparirebbe" concludono GLRT, GG e GUDC, che "non intendono sacrificare la libertà di scelta a causa di promesse prive di ogni fondamento, ma vogliono in futuro continuare ad avere accesso all’eccellente sistema delle cure svizzero, il quale non va messo a rischio con promesse illusorie e di stampo prettamente ideologico!"
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