
Nel 2022 i casi di crisi per rischio di suicidio sono quasi triplicati rispetto al 2019. È l’avvertimento lanciato negli scorsi giorni da Pro Juventute, la quale ha registrato lo scorso anno un raddoppio delle consultazioni giornaliere per pensieri suicidi fra bambini e giovani. All'origine di tutto ciò ci sarebbe la “multicrisi", ovvero la somma tra pandemia, guerra in Ucraina ed emergenza climatica. “Nei ragazzi questa multicrisi genera una profondissima insicurezza”, spiega a Ticinonews il Direttore di Pro Juventute Svizzera italiana Ilario Lodi. “Se noi chiediamo ai giovani qual è la loro più grande preoccupazione, la risposta è che non riescono ad identificare un futuro che sia un minimo sicuro per quanto concerne lo sviluppo della loro esistenza”.
I timori legati futuro
Non sapendo cosa li aspetta, “i ragazzi si costringono sull’esperienza legata al presente, rinunciando a proiettarsi in un futuro che dovrebbe essere frutto di spunti, stimoli e concretizzazione dei sogni”. Questo è l’aspetto che li preoccupa maggiormente: “non sono in grado di mettere delle parole su delle esperienze che stanno loro attorno e che sembrano, dal loro punto di vista, completamente incontrollabili”.
Il ruolo degli adulti
Per essere d’aiuto ai giovani gli adulti “devono cercare di fornire loro occasioni di esperienza significativa”, prosegue Lodi. Ciò implica “ripensare da zero i rapporti che abbiamo con loro e considerare i ragazzi come soggetti di diritto, come persone che stanno crescendo e si stanno definendo in un proprio profilo di personalità”. Questo, paradossalmente, “implica che siamo noi adulti i primi a dover fare i conti con domande esistenziali così importanti. Non si può pretendere che i giovani possano trovare degli spunti importanti per la propria crescita nella figura degli adulti, se siamo noi i primi a non avere bene in chiaro cosa vogliamo fare”. L’invito è quindi di guardarci allo specchio e “dirci se ciò che vediamo ci piace e, sulla scorta di quello che abbiamo dedotto, cercare di condividere con i ragazzi di oggi delle esperienze che riteniamo essere importanti”, termina Lodi.

