
I giovani e gli "anziani", coloro che occupano le fasce d’età più deboli, le più soggette a difficoltà nell’inserimento o nel reinserimento nel mondo del lavoro. Spesso per i giovani passare dai banchi di scuola ad un'occupazione lavorativa non è così evidente perché, lo sappiamo bene tutti, iniziare a lavorare senza alcuna esperienza può esser veramente difficile, soprattutto nella società di oggi. Per non parlare di chi ha più di 50 anni e deve rimettersi in gioco da zero… Il tema è stato trattato dal giornale Il Caffè.
Laura Sadis, già intervistata a marzo dal domenicale, aveva comunicato di piani relativi ad un intervento più mirato. La consigliera di Stato aveva sottolineato il fatto di dover attuare delle modifiche al piano già in corso e di portare comunque delle novità: “Si tratta di investire nuove risorse, ma anche di razionalizzare e ottimizzare i mezzi oggi a disposizione, perché anche la disoccupazione è cambiata".
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia si sta quindi concentrando sul problema legato a queste “categorie”, con uno studio mirato e gestito dal professor Giuliano Bonoli, dell’Università di Losanna, specialista in politiche sociali.
A breve verranno presentate delle proposte, dirette a quasi tremila persone senza lavoro. Si tratta di una cifra non da poco, se si calcola che l’Ufficio cantonale di statistica a marzo aveva registrato in Ticino un numero pari a 7.314 disoccupati, con un tasso di disoccupazione del 4.5%. Mentre 10.870 persone, a marzo, erano in cerca di lavoro.
Non che questi dati non siano importanti, ma a preoccupare maggiormente sono la disoccupazione giovanile e quella che tocca le persone con più di 50 anni, che si trovano quindi in quella fascia di età che anticipa il pensionamento.
La disoccupazione giovanile tocca in media il 6.3 % dei giovani attivi tra i 15 e i 24 anni e se lasciamo perdere percentuali e altri valori, scopriamo trattarsi di circa mille persone. Per la prima fascia, che va dai 15 ai 19 anni, troviamo già solo a marzo 186 ragazzi senza lavoro, quando a fine 2013 la media annuale era di 238. Quasi lo stesso discorso per i giovani che si trovano nella fascia d’età successiva, tra i 20 e i 24 anni. I disoccupati registrati in questo caso sono 759, su una media annua di 755. Il distretto più toccato da questo problema è Lugano, seguito da Locarno. In ogni caso, in Ticino troviamo sempre un grande numero di apprendisti, più di seimila.
Per quanto riguarda gli “anziani”, in questa categoria, che va dai 50 ai 59 anni e poi dai 60 in su, troviamo cifre elevate. Solo per la prima fascia, a marzo c’erano 1.414 disoccupati (circa il 20 % del totale cantonale). Mentre per la seconda, vediamo i dati relativi all'anno scorso, dove sono stati registrati 442 disoccupati, contro i 433 dell'anno precedente.
Leggendo questi numeri ci si rende chiaramente conto di quanto sia necessaria una misura. Sadis annuncia che si deve andare “oltre la politica dello slogan della disoccupazione”.
A preoccupare sono anche i disoccupati di lunga durata, persone che sono alla ricerca di un lavoro da più di un anno. Negli ultimi mesi i numeri di questa categoria sono schizzati, passando da 215 persone con il diritto all'indennità di disoccupazione esaurito (dicembre 2013) a 1.513 a fine febbraio 2014.
Non resta che attendere una possibile soluzione.
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