
Nel 2009 la Gendarmeria territoriale ha agito soprattutto sul fronte della prevenzione della violenza domestica e di quella giovanile – spesso contraddistinta dall’abuso di alcool -, della clandestinità e del lavoro nero. Violenza giovanile: “Un problema in crescita” Per quanto riguarda la violenza minorile “la percentuale dei minorenni indiziati è stabile: nel 2009 è stata del 9.5% (353) per infrazioni al Codice penale e del 10.7% (182) per reati legati alla Legge federale sugli stupefacenti. La problematica giovanile, che comprende pure persone fino a 24 anni di età, non è di facile gestione, in particolare per quanto riguarda l'abuso di bevande alcoliche, spesso concausa dei comportamenti più violenti. Questa tendenza preoccupa non solo la polizia ma anche le strutture ospedaliere, che con sempre maggiore regolarità si vedono chiamati a prestare cure d’urgenza a giovani soccorsi per coma etilico. I problemi del disagio e della violenza giovanile restano quindi d’attualità. Le misure preventive messe in atto dal Gruppo visione giovani, tramite le antenne e in collaborazione con le Polizie comunali, hanno permesso di migliorare la conoscenza e l’osservazione del fenomeno. Tuttavia in Ticino non sono mancate liti e risse con esiti fortunatamente non gravi. In particolare va posto l’accento sulle attività e i comportamenti a rischio dei gruppi di giovani, e della sempre più diffusa tendenza a pubblicizzare i loro atti di bullismo”. La violenza giovanile è un problema in crescita? “In parte è vero – dichiara dai microfoni di Radio 3iii il capitano Pierluigi Vaerini -. Per violenza minorile intendiamo non solo i minorenni, ma la violenza giovanile in generale che racchiude la fascia fino ai 24 anni. Se dalle nostre statistiche risulta che gli autori identificati dalla polizia sono in numero costante, rispetto ai maggiorenni, rileviamo però la spinta verso comportamenti penalmente sanzionabili è in aumento”. Violenza domestica: un dato stabile “Per quanto riguarda la violenza domestica nel 2009 – si legge in una nota stampa della polizia cantonale -, contrariamente agli anni precedenti, non si registrano aumenti degli interventi (536 nel 2009, 541 2008) e dei reati d’ufficio constatati (291 nel 2009, 298 nel 2008). Il numero di allontanamenti è pure sostanzialmente stabile (89 casi, +4 rispetto al 2008), fra questi solo 6 hanno avuto quali protagoniste delle donne. In quest’ambito preoccupa particolarmente la quasi regolare presenza e coinvolgimento dei figli. È per contro diminuito il numero delle vittime che hanno riportato ferite, passate da 220 a 151. I casi di recidiva restano fortunatamente pochi”. Lavoro nero: “La tendenza è al rialzo” Sono stati 151 i controlli effettuati dagli agenti nel 2009 per contrastare il lavoro nero in aziende e cantieri. “Le persone controllate – si legge ancora - sono state 326, di queste 53 sono risultate non in regola e sono quindi state denunciate al Ministero pubblico. I datori di lavori denunciati sono invece stati 31. Infine, le attività di contrasto della clandestinità, fenomeno che vede coinvolti i richiedenti d’asilo che si sono visti respingere la loro domanda, hanno portato alla consegna di 615 intimazioni di partenza (540 nel 2008), a 88 rimpatri volontari (65 nel 2008), a 154 rimpatri non volontari (121 nel 2008) e a 33 rimpatri con scorta (34 nel 2008)”. “La tendenza è al rialzo – osserva ancora il comandante Vaerini - . Abbiamo svolto diversi controlli in cantieri e aziende nel 2009. Abbiamo trovato una cinquantina di persone non in regola, i cui datori di lavoro sono stati denunciati al Ministero pubblico”.
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