
Dopo le manifestazioni annullate a causa del coronavirus nel 2020, il movimento per il clima ha indetto per oggi 21 maggio lo «sciopero per il futuro» insieme a numerose organizzazioni, movimenti e persone. Diverse le azioni previste in tutta la Svizzera a favore di un futuro più sostenibile. Per capire cosa succederà in Ticino, i colleghi di Radio 3i hanno parlato con Daniel Barta del movimento “Sciopero per il clima”.
Cosa verrà proposto in Ticino?
“Abbiamo scelto di non scendere in piazza con manifestazioni di massa, malgrado fosse possibile legalmente. Abbiamo deciso di dare vita a un intero programma di azioni dislocate sul territorio. Il nostro movimento “Sciopero per il clima” organizza quattro grandi azioni nelle città di Locarno, Lugano e due a Bellinzona. In seguito si sono formati gruppi climatici che organizzeranno le loro azioni. Infine il comitato di Sciopero per il futuro - di cui fanno parte più di 30 attori, tra partiti e organizzazioni non governative - organizzerà altre azioni”.
Tornate in piazza per far sentire la vostra voce. Quali sono le vostre sollecitazioni?
“Scendiamo in piazza dopo la pandemia per continuare a portare lo stesso messaggio, ovvero che c’è grande urgenza di agire e istituire delle leggi che regolamentino in modo preciso e severo le emissioni di CO2 e di inquinanti che causano il surriscaldamento globale. Vogliamo inoltre mettere l’accento sui veri responsabili che vanno condannati per questa crisi climatica. Da una parte è che vero che ogni individuo, nel suo piccolo, può fare la sua parte per ridurre le emissioni, per esempio andando di meno in automobile. Però è anche vero che negli ultimi 50 anni oltre il 70% delle emissioni di CO2 a livello globale è stato prodotto da solo 100 aziende, di cui fanno parte anche associazioni finanziarie svizzere e multinazionali con sede in Svizzera. Quindi quando si dice che la Confederazione non ha un grande peso sull’impatto globale, non è proprio vero”.
Il prossimo 13 giugno si andrà alle urne e tra gli oggetti in votazione c’è la legge sul CO2, che mira a rafforzare la protezione del clima in Svizzera. Un passo sufficiente a vostro modo di vedere?
“È sicuramente importante perché c’è il bisogno indispensabile che la popolazione dia un segnale e mostri che è sensibile e interessata a queste problematiche, cosa che non è successa con l’esito catastrofico dell’iniziativa sulle multinazionali responsabili. La popolazione quindi in questo momento ha un’altra chance per mostrare che è sensibile alle tematiche. È sufficiente? Questa è un’altra questione...c’è un dibattito abbastanza accesso in Svizzera, tanto che si è formata un’ala “radicale” che non accetta questa legge perché è troppo poco restrittiva. Il nostro movimento a livello cantonale in ogni caso la supporta perché è un passo essenziale che va preso”.
Una diretta televisiva
Per chi non potesse partecipare fisicamente alle azioni disclocate sul territorio, il movimento sciopero per il Clima ha ideato una diretta televisiva streaming di 12 ore, dalle 12 alle 24, che andrà in onda sul sito web www.telefuturo.ch. Durante la diretta verranno riportate tutte le azioni che avranno luogo durante la giornata, sia live che tramite registrazioni, e offrirà un’ampia gamma di intrattenimenti: da dibattiti a giochi, da musica live ad approfondimenti con esperti.
Il programma nel dettaglio
• 11:30 - 13:00: in Piazza Grande a Locarno verrà installato un rogo medievale. Al posto di una strega a bruciare sarà il pianeta Terra stesso. Ad attizzare il fuoco, in maniera simbolica, i rappresentanti delle grandi multinazionali inquinanti svizzere.
• 12:30 - 13:30: Dalla Torre Bianca del Castel Grande di Bellinzona verrà calato un immenso striscione alto 20 metri, portante un messaggio che ricordi l’importanza della crisi climatica.
• 13.30 - 15.00: Piazza del Sole a Bellinzona verrà divisa in due da un sipario. Da una parte verrà rappresentata una scena quotidiana, dall’altra tutto ciò che tale situazione implica a livello ecologico e sociale. Lo scopo è denunciare l’impatto di semplici azioni che troppo spesso appaiono insignificanti, nel caso specifico si parla del fast fashion.
• 16:30 - 17:30: A Lugano in piazza di fronte LAC verrà messo in scena un grande cimitero, con tanto di tombe e lapidi, che porteranno le scritte “ucciso/a dalla crisi climatica”. L’obiettivo, che verrà reso chiaro da ulteriori striscioni, è quello di mostrare come la crisi climatica genera già oggi molti decessi.
• 17:00: Il grande striscione esposto in precedenza a Bellinzona verrà appeso sul ponte autostradale di Mendrisio. In questo modo tutte le grandi città ticinesi verranno comprese nel piano delle grandi azioni del 21 maggio.
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