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Ticino
Giovani «da rimettere in riga», botta e risposta tra PLR e PS
Redazione
4 ore fa
Lo sciopero giovanile organizzato per il 20 novembre anche in Ticino e le possibili proteste già nel finesettimana hanno acceso gli animi della politica ticinese

Botta e risposta social fra Partito Liberale Radicale e Gioventù Socialista sullo sciopero giovanile che arriverà anche in Ticino. I primi, su Facebook, accusano i secondi di voler portare la violenza sulle nostre strade. La GISO, su Instagram, risponde parlando di post vergognoso. Nel mezzo, in senso figurato, il Partito Socialista a cui i liberali hanno chiesto di «rimettere in riga la propria sezione giovanile». «Ritengo sia una posizione molto paternalista che la dice lunga sulla visione dei giovani da parte del PLR», argomenta il copresidente del PS Fabrizio Sirica. «Noi abbiamo fiducia nella nostra sezione giovanile che fa le sue scelte senza essere né manovrata, né richiamata all'ordine da noi. E che ha sempre specificato di voler evitare qualsiasi tipo di violenza».

Paternalismo vs responsabilità

Per Sirica insomma altro non è che delegittimazione preventiva. Il presidente del PLR Alessandro Speziali non la pensa così: «Si rischia un po' di giocare col fuoco, perché abbiamo visto cosa è successo a Parigi e Milano, con un sacco di infiltrazioni che nulla hanno a che vedere con le cause difese. Quindi quello che ci siamo permessi di dire è di mettere in dubbio la legittimità di questo sciopero in questo momento». «La strategia è chiara - rilancia Sirica -, sottacere le giuste rivendicazioni per strumentalizzare dei disordini, oltretutto avvenuti in altre nazioni». «Dovesse succedere poi qualcosa di grave - ammonisce Speziali - sarà troppo tardi. Da qui il richiamo alle varie responsabilità».

Lega: «Protesta sì, devastazione no»

Nel dibattito si è inserita anche la Lega dei Ticinesi, che sostiene il confronto democratico, ma mette in chiaro: «Manifestare è un diritto, mentre violenze e disordini non possono trovare alcuna giustificazione. Chi confonde la libertà di espressione con quella di devastazione dovrebbe ripassare qualche principio democratico». Anche il Movimento di Via Monte Boglia auspica una condanna senza ambiguità da parte delle forze politiche «Il disagio sociale può spiegare una protesta. Non può assolvere una devastazione».