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La testimonianza
Giovane ticinese al rave di Modena, "Non ho mai visto così tanta gente"
© Twitter
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Ginevra Benzi
4 anni fa
Gli ultimi giorni al centro della cronaca italiana c’è il tanto discusso rave party di Modena, a cui ha partecipato un giovane ticinese. Il ragazzo ha raccontato la sua esperienza a Ticinonews.

File interminabili di poliziotti e furgoni dell’antisommossa: è questo lo scenario che si sono trovati davanti i frequentatori e Dj del rave party fuori Modena, iniziato sabato sera all’interno di uno stabile in disuso e il cui sgombero, iniziato domenica mattina, si è concluso definitivamente nella giornata di martedì. Fin da subito “hanno bloccato tutte le entrate, ma in Italia è normale che siano appostati fuori da un party illegale fin dall’inizio in modo da essere pronti per un eventuale sgombero”, ci ha spiegato un giovane ticinese che si trovava a Modena. 

La testimonianza di un ticinese

Un sabato sera relativamente tranquillo per chi si trovava all’interno del rave, ma alle 10.30 circa del mattino seguente la polizia ha avuto l’ordine di porre fine alla festa. “Sono uscito dallo stabile nel pomeriggio di domenica e ho visto una lunga fila di colore grigio di poliziotti e furgoni antisommossa. Una cosa mai vista… Sono arrivati in blocco e hanno iniziato a marciare verso il magazzino dove suonavamo. Io non ho visto atti violenti da parte loro, ma è probabile che sia partita qualche manganellata perché sicuramente qualcuno si è opposto allo sgombero”. Una volta entrati nello stabile hanno poi invitato i presenti a lasciare l’area, “e siamo anche stati avvisati che se non l’avessimo fatto allora avrebbero agito con le cattive”. Ma com’era l’ambiente all’interno del party? “L’ambiente è sempre lo stesso e, da quel che ho potuto vedere e sentire, all’interno del rave non è successo niente di grave. Chiaro, ci sono sempre gli elementi che arrecano disturbo, ma la maggior parte di chi ci va vuole ballare e divertirsi, non creare casini”. Il rave di Modena ci è stato descritto come “una vera e propria città creata in meno di tre ore. C’erano strade costruite dalle auto e dai camper, c’erano bancarelle che vendevano cibo, mentre altre oggettistica di vario tipo. C’era gente da tutta Europa, ho sentito parlare francese, inglese, tedesco. Non ho mai visto così tanta gente ad un rave, saremo stati più di tremila”. All’arrivo della polizia il ragazzo ci ha raccontato che qualcuno ha anche provato a trovare un accordo con le autorità, “ma non c’è stato niente da fare”. Gli impianti audio (con tutti i relativi accessori) sono stati sequestrati, mentre gli organizzatori (circa 16 persone) rischiano fino a 6 anni di carcere per reato contro l’incolumità pubblica. Anche se sono state identificate circa mille persone e 150 veicoli, “noi siamo a posto”, ci dice sempre il ragazzo, “non abbiamo avuto problemi. Quello che ci scoccia però è che contemporaneamente al rave di Modena c’era una marcia fascista di 2mila persone in giro per l’Italia, ma quello non l’ha fermato nessuno. L’unica cosa positiva dello sgombero è che la polizia è stata molto cordiale nei nostri confronti”.

Il rave di Modena

Da sabato 29 ottobre a (teoricamente) lunedì 31 ottobre era stato organizzato un rave party di grandi dimensioni all’interno di un capannone abbandonato in zona Modena. Il party in questione si chiama Witchtek e da alcuni anni ha luogo nel ponte di Ognissanti, ma ogni volta senza permessi. Quest’anno la festa di musica techno ha visto arrivare quasi 3’000 persone da tutta Europa. Anche se i rave party illegali non sono una novità in Italia, questo è stato il primo a essere organizzato sotto il governo Meloni; governo il cui partito lotta da anni contro questi eventi, secondo cui creano problemi di ordine pubblico e sanitari. Domenica mattina era infatti partito l’ordine di sgombero e dopo aver mandato via i presenti, che si sono apprestati a pulire il capannone, sono stati posti i sigilli all’edificio. Da ieri mattina lo stabile è infatti completamente vuoto.

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