
«La legge della scuola stabilisce il principio della frequenza obbligatoria (per la scuola dell’obbligo). La frequenza non è solo un diritto, ma anche un dovere giuridico. Questo a tutela del diritto all’educazione e del buon funzionamento del sistema educativo». Inizia con queste parole un'interrogazione della Lega dei Ticinesi (presentata da Raffaella Zucchetti, cofirmatario Stefano Quadri) sull'utilizzo dei giorni liberi «jolly» da parte delle famiglie. Come viene ricordato nel testo, le assenze scolastiche vengono ammesse solo in presenza di motivi giustificati e devono essere comunicate e giustificate dall'autorità parentale alla direzione dell'istituto.
«La frequenza regolare riveste un ruolo centrale non solo per la costruzione degli apprendimenti, ma anche per la dimensione sociale ed educativa dell’esperienza scolastica, che si fonda sulla continuità delle relazioni, sulla partecipazione alla vita di classe e sull’appartenenza alla comunità scolastica», si legge ancora nel testo dell'interrogazione. In questo quadro, scrivono Zucchetti e Quadri, i genitori costituiscono «una risorsa fondamentale per garantire una frequenza regolare e per contenere le assenze entro i limiti giustificati e coerenti con l'obbligo scolastico».
Alla luce di questi aspetti, Zucchetti e Quadri chiedono al Consiglio di Stato quanto segue:
1. Il Consiglio di Stato notando che il nostro Cantone e l’unico ad avere vacanze estive così lunghe non pensa che le giornate jolly perdano senso e/o sono superflue?
2. Chi sarà responsabile del conteggio assenze? Una volta superata la quota minima quali saranno le sanzioni per il sorpasso? Chi dovrà sanzionare le famiglie, attraverso quali forme?
3. Il Consiglio di Stato è a conoscenza che già allo stato attuale molti direttori fanno interpretazioni personali delle situazioni particolari e quindi che non per tutte le scuole c’è una parità di trattamento. Non pensa che aggiungendo le giornate jolly il problema di disparità potrebbe aumentare notevolmente?
4. Il Consiglio di Stato non pensa che inserire le giornate jolly sarebbe un ulteriore messaggio verso le famiglie che la scuola scende a compromessi che non sono controllabili?
5. Se ogni allievo di una classe non fa queste giornate in concomitanza con altri allievi, più le giornate di assenza giustificate, si è valutato quante giornate il docente si ritrova con la classe al completo? Quanti momenti di recupero dovrà introdurre? Quando un allievo è assente il docente prima o dopo deve far recuperare le nozioni, in quanto se è giustificata è obbligo della scuola far recuperare. Una classe di 25 allievi con due giornate di assenza producono 50 giornate di classe incompleta (+ assenze per malattia, infortuni, ecc.), come si potrà garantire la continuità didattica, con quale garanzia?
6. Nel messaggio si dice che queste giornate consentirebbero alle famiglie di tener conto di tradizioni, ricorrenze o eventi significativi legati alle proprie origini culturali. Ma il Consiglio di Stato è sicuro di dover sempre andare incontro alle esigenze di una certa minoranza (togliere i crocifissi, non fare lavoretti per la festa della mamma, del papà o del Natale)?

