
«Finalmente siamo riusciti a tirare in porta e concludere un contratto». Sono chiare le parole del responsabile edilizia di OCST Paolo Locatelli, che si riferisce alla notizia odierna: dopo quello nazionale è stato sottoscritto anche il nuovo contratto collettivo cantonale per edilizia e genio civile. Un compromesso che ha messo d'accordo le parti. «C'è soddisfazione, abbiamo cercato di sistemare alcune questioni che a livello nazionale non ci soddisfacevano, ponendo anche l'attenzione sulle peculiarità del Canton Ticino. La nostra regione è molto particolare, vicina all'Italia, abbiamo delle esigenze anche di piccole imprese e tutti questi aspetti sono stati integrati in questo contratto cantonale» commenta a Ticinonews Sera il direttore della Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) sezione Ticino, Nicola Bagnovini.
Giornate lunghe e intemperie
A livello nazionale sono ad esempio state fissate nuove indennità, nonché garanzie per il potere d’acquisto con aumenti a seconda del rincaro. In Ticino invece cosa è stato cambiato? «A livello cantonale abbiamo lavorato soprattutto sulla gestione del tempo di lavoro. Il nostro obiettivo era quello di accorciare le giornate che sono troppo lunghe fino a diventare anche pericolose a livello di protezione della salute e della sicurezza», spiega il segretario regionale di UNIA Giangiorgio Gargantini. Questo viene fatto con tre misure faro, vale a dire il conteggio delle trasferte di lavoro dal primo minuto, il divieto di pianificare le ore supplementari e una flessibilità ridotta rispetto a quella prevista dal contratto nazionale. «Abbiamo così ottenuto un risultato importante per i lavoratori del settore» ribadisce il sindacalista. Allo stesso tempo vengono tutelati anche i datori di lavoro, che potranno compensare le giornate in cui non si può lavorare. «A livello cantonale è proprio qui che ci siamo concentrati, per cercare di ridurre il rischio di dover pagare dei lavoratori in caso ad esempio di intemperie quando non fanno produzione», spiega Bagnovini. «Quindi abbiamo un nostro sistema, che è un po' complicato ma comunque efficace, che dà la giusta flessibilità ai datori di lavoro».
La sfida del ricambio generazionale
Un contratto, quello annunciato oggi, che è importante anche per migliorare l'attrattiva delle professioni di un settore che nei prossimi cinque anni si troverà di fronte a un difficile ricambio generazionale. «Notiamo due problemi: una sempre maggiore carenza di manodopera e una crescente necessità di lavoratori formati», conclude Gargantini. «In questo senso lanciamo un appello al mondo aziendale: favoriamo i lavoratori che vogliono fare formazione professionale: è importante per tutto il sistema dell'edilizia in Ticino».

