
Oggi ricorre la Giornata mondiale del Parkinson che celebra il chirurgo inglese James Parkinson, colui che per primo ha riconosciuto le caratteristiche della malattia, consentendone la diagnosi. In Ticino sono circa 500 i pazienti che necessitano di cure specialistiche. E, sempre oggi, l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) ha dedicato un evento alla ricerca scientifica sul tema. A tal proposito abbiamo intervistato Salvatore Galati, caposervizio di neurologia dell’EOC: «Proprio in questa giornata vogliamo onorare James Parkinson e tutti i pazienti che sono afflitti da questa malattia, parlando appunto della ricerca. Ricerca significa partecipazione, significa anche aiutare il ricercatore a individuare quelli che sono i problemi principali dei pazienti».
Offrire qualità di vita
Grazie alla ricerca, prosegue Galati, si sono ottenuti dei risultati importanti nella cura della malattia, «la quale ancora non riconosce un trattamento capace di bloccarne il decorso naturale. Tuttavia abbiamo tante molecole nel nostro armamentario medico che sono in grado di mascherare molto bene i sintomi per un lungo periodo di tempo. Questo significa offrire un'ottima qualità di vita ai pazienti con la malattia di Parkinson.
Un'eco internazionale
E la ricerca nel nostro cantone assume un’eco internazionale, spiega l’esperto. «Il paziente ticinese non deve per forza andare in grossi centri nazionali o all’estero per poter accedere a questa tipologia di ricerca». Ricerca che in Ticino viene fatta nell’ambito riconoscimento della fase prodromica di malattia, «la quale coinvolge diversi anni prima il paziente, prima che inizino a manifestarsi i sintomi più specifici della malattia». Ma non solo. «Quando avremo in mano dei farmaci in grado di bloccare la malattia, potremmo riconoscerla in anticipo e far accedere questi pazienti al trattamento farmacologico». Gli studi vengono portati avanti anche per ridurre quello che è l'impatto di possibili complicanze della malattia in seguito ai trattamenti farmacologici, precisa Galati. «Una ricerca che stiamo conducendo in Ticino è in grado di riconoscere l'inizio di queste complicanze motorie».

