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Ticino
Gioco patologico, sempre più persone chiedono aiuto
Gioco patologico, sempre più persone chiedono aiuto
Gioco patologico, sempre più persone chiedono aiuto
Redazione
7 anni fa
Negli ultimi anni in Ticino le persone che hanno chiesto aiuto per uscirne sono triplicate

Il gioco d’azzardo patologico non accenna a diminuire, anzi, i dati recentemente pubblicati da Gruppo Azzardo Ticino - Prevenzione rivelano che le consulenze, negli ultimi anni, sono triplicate. Un fenomeno che ha molte cause, ma che conferma il grande disagio che soffrono le persone colpite da questa malattia.

“Un giocatore patologico può passare 24 ore a buttar dentro soldi in una macchinetta. Si può rimanere online a fare scommesse 24 ore su 24. L'unico pensiero che si ha, quando ci si alza dal letto, è semplicemente quello di poter recuperare il perso. Non si ha nessun altro pensiero se non quello di andare a giocare al casinò” ha raccontato a TeleTicino un ex-giocatore patologico.

“Smettere è difficilissimo - ha spiegato l’ex-giocatore -. Quando ci si prova succede un disastro, il cervello non riesce più a elaborare una vita normale, perché abituato a pensare solo al gioco non c'è più spazio per altro. È come se io a 20 anni abbia messo in stand by il mio cervello e l'abbia riacceso a 35”.

Liberarsi dalla dipendenza da gioco è estremamente difficile e i recenti dati, purtroppo, descrivono una situazione complessa. “Questi dati si possono spiegare in due modi - ha sottolineato Anna Maria Sani di Gruppo Azzardo Ticino - Prevenzione -. Da una parte, essendo presenti da 20 anni sul territorio, ci sono sempre più persone che ci sonoscono e che decidono di rivolgersi a noi. Dall'altra però bisogna anche considerare che le offerte di gioco d'azzardo sono in costante aumento e di conseguenza anche chi soffre di questa malattia".

Negli ultimi anni, infatti, il gioco d'azzardo è diventato sempre più liquido e subdolo. Si è allontanato dai casinò per spostarsi sulla rete, dove può raggiungere nuove categorie di giocatori. “Sono giovani, ragazzi con lavoro, con una formazione medio-alta che non riescono più a non scommettere. Scommettono ovunque, online ma anche nei chioschi, nei bar. È un problema che ultimamente riscontriamo sempre di più” ha spiegato Sani.

Liberarsi dal gioco è molto difficile, ma ci sono diversi segnali per capire quando è necessario chiedere aiuto. “Quando si comincia a non smettere più, quando si sente la voglia e l'impulso di dover andare a recuperare, quello è il momento in cui si capisce di avere un problema serio - ha raccontato l’ex-giocatore -. Spesso però ci si sente invincibili, ci si dice che sta andando tutto bene. Ma non si può immaginare di vincere contro un casinò che deve fare utili”.

Effettivamente, alla fine, il banco vince sempre, ma il demone del gioco può essere sconfitto. In generale sono le persone che ci circondano che possono fare la differenza. “Il famigliare si può rivolgere al Gruppo azzardo Ticino - Prevenzione ma è importante che capisca che si tratta di una dipendenza. Devono mettere in atto delle strategie anche famigliari per supportare il giocatore anche nel suo percorso di guarigione” ha sottolineato Anna Maria Sani.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino

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