Cerca e trova immobili
Ticino
Gioca al Casinò con i soldi del patrigno, condannata
Gioca al Casinò con i soldi del patrigno, condannata
Gioca al Casinò con i soldi del patrigno, condannata
Redazione
8 anni fa
12 mesi per una pensionata che si è appropriata indebitamente 150mila franchi

12 mesi sospesi con la condizionale per un periodo di due anni. Questa la pena inflitta dal giudice Mauro Ermani nei confronti di una pensionata 71enne, comparsa ieri davanti alla Corte delle Assise correzionali di Mendirisio con l'accusa di appropriazione indebita ripetuta riferita alla scomparsa di oltre 150mila franchi. 

I fatti, riferisce il Corriere del Ticino, sono avvenuti tra il 2010 e il 2013. Secondo l'atto d'accusa, redatto dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, in questo lasso di tempo la donna avrebbe ripulito il patrigno, classe 1930 e sul cui conto aveva una procura, per giocare probabilmente il denaro al casinò.  

La vicenda è iniziata da una segnalazione del comune di Novazzano, dove si trovava la casa anziani del patrigno, all'Autorità di protezione per chiederne l'intervento. L'uomo era rimasto all'oscuro del fatto di essere rimasto senza un soldo, ha sottolineato la procuratrice pubblica. La denuncia penale dell'anziano è poi partita nel gennaio 2014 dopo le risposte "maldestre" della donna. 

Da parte sua l'avvocato difensore Mattia Bordignon ha sottolineato che l'anziano non aveva mai chiesto di essere preventivamente informato dei pagamenti fatti dalla figliastra. "L’inchiesta non ha potuto stabilire né la destinazione dei soldi né tantomeno l’intento di appropriarsene", ha rilevato nella sua arringa, prima di chiedere il proscioglimento dalle accuse rivolte all’imputata.

Pur non avendo riconosciuto la colpa grave chiesta dall'accusa, il giudice l'ha definita tuttavia "almeno media". La 71enne si è approfittata dell’affetto e della fiducia del patrigno, hanno sostenuto l’accusa e la Corte. Tenendo in considerazione il legame familiare che legava i due (il patrigno è stato sposato alla madre dell’imputata dal 1962 al 2009), il fatto che lei non abbia ammesso i fatti, ma anche il passato retto, i problemi di salute e le difficoltà di recidiva (essendo ora al verde), il giudice non ha accolto la richiesta di pena di 19 mesi sospesi formulata dall’accusa ma, come detto, si è limitato a 12.

Maggiori dettagli sull'edizione odierna del Corriere del Ticino

.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata