
In vista del vertice del G7 che si terrà a Evian (Francia) da lunedì a mercoledì, Ginevra ha adottato importanti misure di sicurezza. Molti commercianti hanno protetto le proprie vetrine con pannelli e barricate, anche in previsione della manifestazione di protesta prevista per domenica, alla quale potrebbero partecipare tra 10.000 e 20.000 persone. Le misure di sicurezza avranno conseguenze significative sulla circolazione nella regione del Lemano. Per questo motivo numerose organizzazioni internazionali e aziende hanno raccomandato o imposto il telelavoro ai propri dipendenti.
La testimonianza di Giulia
Giulia, una ticinese che lavora per un'organizzazione internazionale a Ginevra, ha approfittato del periodo di telelavoro per tornare a lavorare dal Ticino, presso la casa dei suoi genitori nel Luganese. Secondo quanto racconta, il telelavoro è stato fortemente consigliato dal 9 al 19 giugno per ridurre gli spostamenti e limitare i problemi legati al traffico e alla sicurezza: «Se vuoi andare in ufficio puoi andarci, ma ovviamente ci saranno dei problemi di mobilità, traffico, eccetera. Per il bene di tutti, meno gente è in giro, meglio è».
Difficoltà per i frontalieri
La situazione è più complessa per molti lavoratori frontalieri provenienti dalla Francia, poiché diverse frontiere sono state chiuse totalmente o parzialmente, rendendo difficile raggiungere il posto di lavoro. «La maggior parte delle frontiere sono chiuse e quindi per loro è praticamente impossibile arrivare al lavoro».
Reazioni contrastanti
Secondo Giulia c’è abbastanza malumore a Ginevra per quanto riguarda l'entità dei dispositivi di sicurezza mobilitati dalla Svizzera per un evento che si svolge formalmente in Francia. «Si percepiva un po' di negatività e preoccupazione, soprattutto per i dispositivi che sono stati attivati. Sono veramente enormi, su grande scala».
Un ritorno gradito in Ticino
Giulia, però, vede anche un aspetto positivo della situazione: il telelavoro le ha permesso di trascorrere alcuni giorni in Ticino, una regione alla quale è ancora molto legata. «Il Ticino mi manca e sono contenta se posso tornare a lavorarci per qualche giorno». Si dice però anche curiosa di osservare l'atmosfera che si creerà durante il vertice una volta tornata nella città sul Lemano.

