
Violenta aggressione, sabato a Ginevra, in seguito ad un banale diverbio stradale tra due scooteristi. Un giovane ticinese ha brutalmente picchiato un 60enne ginevrino, con il quale aveva avuto un piccolo diverbio sulle regole di circolazione stradale. La notizia riportata da Le Matin è confermata dalla Polizia.Una volta giunti sul posto, gli agenti hanno trovato il 60enne in evidente stato di shock, con numerosi ematomi al volto. Dell'aggressore ticinese, invece, nessuna traccia.Fortunatamente diversi testimoni hanno assisito alla delirante scena. Uno di essi ha preso il numero di targa dello scooter del giovane aggressore, un altro ha addirittura filmato parte del pestaggio. Un video più che eloquente, dove si vede la vittima a terra mentre viene colpita ripetutamente dal giovane ticinese.Il 60enne ha detto agli agenti di essere stato incomprensibilmente riempito di botte dall'altro scooterista. Contro di lui ha sporto denuncia penale per aggressione, ingiurie e lesioni corporali.Ha poi spiegato che, mentre si trovava fermo sulla rue du Grand-Pré con il suo scooter, il giovane si è fermato alla sua altezza per lanciargli delle ingiurie. "Impara a guidare", in pratica, il senso del messaggio. Il giovane avrebbe poi spinto il 60enne, facendolo cadere e provocandogli una ferita alla gamba sinistra, nonché al ginocchio destro.Una volta a terra, il ferito avrebbe ricevuto ancora diversi pugni sul volto e sul corpo, così come numerosi calci alle costole. L'aggressore si sarebbe poi dato alla fuga con il suo scooter.Il giovane ticinese, interrogato dalla Polizia, ha riconosciuto di aver picchiato più volte lo scooterista, in seguito ad un diverbio sulla circolazione stradale. Ha però specificato di avere unicamente voluto difendersi, in quanto sarebbe stato il 60enne ad aggredirlo per primo. L'eloquente video, secondo il ticinese, non mostrerebbe la verità, "in quanto si vede solo la fine della scena."In ogni caso la Polizia ginevrina ha aperto un'inchiesta. Si dovrebbe capire presto chi dei due ha effettivamente ragione. Anche se le ferite, a dire il vero, parlano chiaro.
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