Cerca e trova immobili
Ticino
Gianora a gamba tesa su Lazzarotto
Redazione
16 anni fa
Dopo il j'accuse di Franco Lazzarotto, la dura replica del presidente. E la lettera di dimissioni dell'ex vicepresidente

Letta l’intervista di Walter Gianora alla Regione, ritenendo di non aver nulla da nascondere e di non essere in contraddizione con quanto dichiarato a Teleticino, per sgombrare il campo da illazioni e per fare assoluta chiarezza, Franco Lazzarotto ci chiede di pubblicare la sua lettera di dimissioni (vedi allegato sotto, ndr.) dalla vicepresidenza del partito, citata dal presidente del PLR. Walter Gianora e la lettera di Lazzarotto “Sono amareggiato – ha detto Gianora alla Regione Ticino - perché ho dato a Franco Lazzarotto tutte le possibilità di questo mondo. Lui a un certo punto è venuto a dirmi ‘non ce la faccio più’. Mi ha scritto una lettera, che conservo ancora, nella quale ci sono dei legittimi motivi di salute, di famiglia, eccetera, per chiamarsi fuori. Motivi che noi abbiamo rispettato, e ci è rincresciuto per la sua decisione. Ma venire a dire che manca la leadership, che non si sono fatti gli interessi del partito, che sono stati fatti solo calcoli. Da lui, mi dispiace, ma non lo posso accettare, perché questo è un attacco non solo al sottoscritto, ma al partito stesso. Perché allora lui avrebbe potuto e dovuto fare quello che doveva fare un vicepresidente, assumersi i compiti che avevamo definito, cosa che lui non ha fatto”. E ancora: “Secondo me è un’assurdità che un (ex) vicepresidente dica in pubblico quello che non ha mai detto a me o al consesso nel quale sedeva. Ed è tutto e il contrario di tutto quello che ci aveva scritto come motivazioni della sua rinuncia. Lo posso dire in modo molto aperto, perché Franco Lazzarotto l’ho cercato più volte, invitandolo a discutere, a parlare, ma non l’ho più visto. Tranne quando l’ho sentito, qualche tempo fa, dopo che la Commissione cerca lo aveva segnalato come potenziale candidato, chiedendomi un parere. E non ho posto alcuna osservazione su una sua eventuale candidatura. Aveva lasciato il partito con legittime motivazioni, quindi ho dato un altra chance a Lazzarotto. È per questo che mi sento amareggiato. Non deluso, perché ho imparato a guardare alla realtà per quella che è, e non per quella che vorrei fosse. Se poi lui è andato davanti alla Commissione cerca ponendo una serie di condizioni, la commissione avrà fatto le sue valutazioni, nell’interesse di tutto il partito” E infine: “Non si può giocare sulle parole, quando queste parole sono così importanti. Non siamo qui a far cabaret. Perché se uno ci tiene alla sua famiglia si comporta in modo differente, e mi dispiace per questo. I motivi familiari li posso capire, e i suoi sono ancora lì nero su bianco. Adesso venire a dire che lui tiene alla sua grande famiglia, al partito, mi spiace, ma è pura e semplice ipocrisia. Io ho sempre fiducia nelle persone, fino alla prova del nove, poi si vede se questa torna oppure no. È proprio una questione di rapporti personali. In Lazzarotto ho sempre creduto molto, già da quando, tre anni fa, lo avevo proposto in Commissione cerca quale candidato Plr al Consiglio nazionale” L’amarezza di Lazzarotto “Lazzarotto - dice invece Gianora al Corriere del Ticino - è amareggiato per non essere stato candidato al Consiglio di Stato”. E sulla mancanza di leadership: ”Dipende che cosa si intende per leadership. Secondo me vuol dire garantire a tutti equità ed imparzialità. Non sono né direttore di scuola, né giudice di pace, né comandante di compagnia, da poter fare tutto su comando. Tengo piuttosto a valorizzare le persone nell'interesse del partito”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata