
Dopo oltre sei ore di interrogatorio oggi ha modificato la sua versione. La 30.enne del Locarnese finita in manette nell’ambito dell’inchiesta sul rogo di Brissago ha ritrattato. Davanti al procuratore pubblico Paolo Bordoli, questo pomeriggio ha ammesso di avere avuto una colluttazionecon la vittima nel suo appartamento di via Costa di Fuori. Ammette lo scontro fisico, ma la ragazza – nota alla giustizia e con problemi di tossicodipendenza - respinge l’accusa di omicidio, ipotizzata dalla Magistratura.
Ammissione che segue quella dell’altro imputato, pure lui 30enne del Locarnese, pure lui con problemi di tossicodipendenza. Ieri di fronte alla polizia giudiziaria aveva ammesso – non solo di esser stato nell’appartamento – ma di aver avuto anche una grossa lite con il 30enne. Imotivi di quest’ultima tuttavia sono ancora da chiarire.
Come da chiarire soprattutto è l’eventuale coinvolgimento di entrambi gli imputati nella morte del ragazzo ritrovato carbonizzato nel suo appartamento. Come detto tra i reati ipotizzati dalla Magistratura – accanto a quello di omissione di soccorso - c’è anche quello omicidio: gli inquirenti non escludono che i due abbiamo ucciso Marco McNeil e poi dato fuoco all’appartamento per nascondere le tracce.
Un’ipotesi compatibile con le ferite ritrovate sul costato e sul torace della vittima, anche se l’autopsia lascia aperte anche altre interpretazioni. Un quadro completo lo fornirà unicamente l’esame tossicologico i cui risultati sono attesi a giorni.Ora con le ammissioni la posizione degli imputati si complica ulteriormente. E in serata il procuratore pubblico Paolo Bordoli potrebbe già inoltrare la richiesta di carcerazione. Nel frattempo, no comment da parte gli avvocati difensori, Marzio Gianora e Giorgia Gianoni Maffei.
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