
È mistero sull’aggressione di sabato sera avvenuta alle 23 nell’area di sosta autostradale del Ceneri, direzione nord.La notizia deve ancora trovare conferma dalla polizia, ma secondo le prime indiscrezioni, Lindy Jacoma - 81enne di Claro - si trovava nell’area di sosta insieme a un amico, molto più giovane di lui. Poi, ci sarebbe stata l’aggressione per opera di una o più persone, forse a sfondo sessuale. Sembra però che il giovane non fosse coinvolto nell’aggressione. Resta da chiarire dove fosse al momento in cui l’anziano è stato aggredito. Sempre secondo le prime indiscrezioni, gli aggressori avrebbero rubato l’auto dell’81enne, lasciandolo sul piazzale. L'uomo, portato all'ospedale dall'ambulanza, è deceduto poco dopo il suo ricovero. Ancora difficile stabilire con esattezza se sia morto a causa delle percosse o a causa di un malore provocatogli dall’aggressione. Non è da escludere tuttavia che l'82enne sia morto per emorragia in seguito ad una caduta durante l'aggressione. Al momento la polizia sta cercando di capire le cause della morte - solamente l’autopsia di lunedì sull’anziano potrà fornire dettagli precisi - e che cosa sia effettivamente successo sabato sera. Spetterà ora alla procuratrice pubblica Rosa Item far luce sul giallo del Ceneri.Lindy Jacoma prima della pensione lavorava all’Ufficio permessi e passaporti del Cantone. A Claro – dicono – lo si vedeva poco. Sapia: 'L'unità territoriale Ticino ha chiesto di inviare più pattuglie'Eugenio Sapia, portavoce della filiale dell’USTRA a Bellinzona, commenta il grave fatto di sangue di sabato notte. E comincia con una precisazione: “Settimana scorsa, alla luce di quanto emerso dal sondaggio Euro Test 2009, l’Unità territoriale Ticino, che ha un mandato di prestazione dall’USTRA, ha chiesto molto informalmente di mandare sul posto qualche pattuglia in più”. Sapia aggiunge che oramai è risaputo che sia l’area di Cadenazzo denominata Saddo sia quella in cui è avvenuto il fatto di sangue sono luogo di incontri sessuali. Una soluzione, però occorre trovarla. “Si potrebbero mettere delle videocamere di sorveglianza nelle aree di sosta ‘sensibili’. Spetta alla polizia o ai comuni farne richiesta”, termina Sapia.
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