
Il Municipio di Brissago chiede al Consiglio di Stato di trasferire i richiedenti l'asilo presso una struttura "adeguatamente sorvegliata". La decisione è stata presa ieri sera durante la seduta municipale, al cui centro vi è stato il grave fatto di sangue che ha "scosso la comunità".
"Se è ben vero che alle persone al beneficio di un permesso N o di un permesso F va garantito un alloggio, una riflessione sull'ubicazione e sul controllo di tali infrastrutture è necessaria, tanto ieri quanto (a maggior ragione) oggi" scrive l'Esecutivo in una nota inviata ai media. Secondo l'Esecutivo l'assenza di regolari controlli presso alloggi delocalizzati "non permette di prevenire adeguatamente situazioni di potenziale pericolo e di garantire stabilmente una convivenza pacifica tra gli ospiti". La situazione è ritenuta "problematica" nel comune, poiché "non vi è un posto fisso di polizia" e il valico doganale "non è presidiato costantemente".
Secondo il Municipio è dunque consigliabile collocare i richiedenti l'asilo presso strutture centralizzate e sottoposte alla sorveglianza privata. Questo anche alla luce di un altro episodio di violenza, avvenuto negli scorsi mesi nello stesso immobile, già segnalato al Servizio richiedenti l'asilo del Cantone, nonché alla Polizia cantonale e comunale. "Altre segnalazioni per schiamazzi notturni" aggiunge il Municipio, "sono peraltro giunte in questi mesi alla Polzia comunale".
"Non si tratta di criminalizzare nessuno, ma di garantire l'integrità di tutti, non da ultimo degli stessi ospiti di questi centri" conclude la nota dell'Esecutivo, in cui esprime anche la vicinanza ai famigliari della persona deceduta, all'agente coinvolto e a tutte le forze di polizia che giornalmente "sono impegnate in non facili operazioni a tutela dell'ordine pubblico".
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