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Ticino
Già in carcere il ladro di Ponte Tresa
Redazione
12 anni fa
Negli scorsi giorni ha rubato dal medico, dal poliziotto e presso vari privati: un 30enne svizzero è stato arrestato e condannato a tempo di record

È stato risolto speditissimamente il caso dei recenti furti che hanno afflitto il paese di Ponte Tresa.

Niente incursioni dall'Italia, niente bande straniere, l'autore dei furti avvenuti negli ultimi tempi a Ponte Tresa è un 30enne svizzero che vive nello stesso villaggio malcantonese.

Tra giugno e luglio, l'uomo si è reso protagonista di ripetuti furti, in parte di lieve entità. Ma dopo il sesto colpo, ai danni di un ex poliziotto, è stato beccato e arrestato. E già condannato.

Il 30enne ha dapprima colpito ad Agno, rubando diverse centinaia di franchi in un'abitazione.

Pochi giorni dopo, nel suo paese di Ponte Tresa, ha rotto il finestrino di un'automobile per impossessarsi del suo contenuto, asportando una refurtiva di poche centinaia di franchi.

Il successivo furto è invece avvenuto a Lugano, dove il 30enne si è intrufolato in un'abitazione, riuscendo a racimolare un telefonino e qualche spicciolo.

Poi il 30enne è tornato a Ponte Tresa, si è introdotto in uno studio medico, in pieno giorno, ed ha rubato l'iPhone del dottore.

In seguito, sempre a Ponte Tresa, il ladro ha visitato un'abitazione privata, alla presenza dell'inquilina, ed è riuscito a fuggire con una borsa, contenente suo malgrado poche decine di franchi.

Fatale per lui è stato però il sesto colpo, messo a segno lo scorso weekend, durante i fuochi d'artificio di Lavena Ponte Tresa. Il 30enne si è introdotto nella casa dell'ex poliziotto, uscendone con un bottino di diverse centinaia di franchi.

Ma è stato visto. E così, grazie alle segnalazioni, la Polizia ha potuto velocemente rintracciare l'autore dei furti che hanno preoccupato non poco gli abitanti di Ponte Tresa, solitamente abituati a godere di una certa tranquillità, malgrado la vicinanza al confine.

Il 30enne è stato così fermato, arrestato, processato e condannato. Il procuratore pubblico Antonio Perugini gli ha inflitto 90 giorni di detenzione, da scontare, dato che non sono state ritenute adempiute le condizioni per la sospensione condizionale.

All'uomo è stato altresì prolungato di un anno il periodo di prova della sospensione condizionale concessogli nel 2011 dalle Assise criminali di Lugano per una pena detentiva residua di 15 mesi.

Andrea Stern

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