
Dove sono finiti i sussidi per le piode? È quanto chiede Fabio Badasci al Consiglio di Stato.
Il deputato leghista porta alla luce il caso di due recenti riattazioni di rustici in cui, secondo lo stesso, lo stanziamento del sussidio per i tetti in piode è stato bloccato senza un reale motivo apparente: “Pur avendo ricevuto l’approvazione preliminare, al momento del pagamento i funzionari preposti con la speciale commissione rustici blocca i pagamenti in quanto gli stessi ritengono che pur avendo effettuato il tetto in piode a regola d’arte con pendenze e materiale consentito il preavviso è negativo in quanto non viene solo valutato il tetto ma praticamente anche il colore della carta da cucina usata all’interno.”
Badasci si rifà poi alla decisione del Gran Consiglio che nel 2012 ha approvato una mozione per il reinserimento per il sussidio dei tetti in piode nelle zone edificabili tradizionali e Fuori Zona per i rustici meritevoli di conservazione nelle zone approvate dal piano cantonale. Il credito quadro per il sussidio ammonta a 3,2 milioni per il quadriennio 2012-2015. Un credito che alla luce dell’atteggiamento dei funzionari della speciale commissione, per Badasci sembra esaurito.
“Questo atteggiamento – scrive al Consiglio di Stato – è giustificato da un credito troppo basso già esaurito? Se sì, non ritiene il CdS chiedere un suo ampliamento prima della scadenza? Se il problema non è finanziario, il CdS non trova giusto valutare solo la corretta edificazione del tetto in piode per il versamento del sussidio e sistemare le altre irregolarità tramite normale domanda in sanatoria senza compromettere il piano finanziario del proprietario del rustico?”
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