
Sono già 5'500 i posteggi abusivi che sono stati eliminati o regolamentati dal Dipartimento del territorio nell'ambito dell'operazione iniziata nel 2014 con l'obiettivo di ridurre il traffico sulle strade ticinesi.
Lo afferma il direttore del Dipartimento, Claudio Zali, in una lunga intervista pubblicata oggi sul Giornale del Popolo.
I posteggi abusivi eliminati si trovano, o meglio si trovavano, tutti nel Sottoceneri, dove ne restano ancora 7'000 da mettere in regola. Poi, una volta terminato il lavoro nel Sottoceneri, la regione dove l'emergenza traffico è più allarmante, il Dipartimento del territorio passerà al setaccio il Sopraceneri.
Zali si dice soddisfatto di questo primo bilancio e giustifica i tempi lunghi in alcuni Comuni "con la necessità di espletare le procedure e garantire i diritti ricorsuali alle parti."
A ricorrere non sono però tanto i Comuni toccati dalla messa in regola, quanto i privati. "In generali i Comuni hanno quasi tutti capito e ammesso con correttezza e trasparenza che certe procedure non erano state rispettate, nessuno ha negato il problema" spiega Zali. "Devo anche dire che, compatibilmente con le loro risorse umane, hanno collaborato alla risoluzione del problema."
La zona del Sottoceneri che tuttora preoccupa maggioramente Zali è quella della Valle del Vedeggio. Tra Bioggio e Manno, ad esempio, vi sono circa 5mila posteggi. "Una riduzione di mille posteggi, con macchine che si spostano durante le ore di punta, sarebbe un intervento molto percettibile a livello di traffico" afferma.
Resta dunque da finire il lavoro nel Sottoceneri, poi si passerà al Sopraceneri. "Le mie risorse sono limitate, non ho assunto nessuno per questo compito e il Dipartimento non è andato incontro a spese supplementari, ma siamo andati avanti con le risorse che avevamo già a disposizione" spiega Zali. "Quindi il protrarsi delle procedure nel Sottoceneri ci ha finora impedito di passare al Sopraceneri. Piuttosto che imbarcarmi in un secondo fronte, ho preferito continuare il lavoro nel Sottoceneri e cercare di portarlo a termine laddove il problema è più acuto."
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