
Ha già raccolto 500 firme la petizione che si oppone ai tagli per USI e SUPSI paventati dal Consiglio di Stato per finanziare le due iniziative sulle casse malati: -5,5 milioni di franchi per l’Università della Svizzera Italiana; -1,3 milioni per la scuola universitaria professionale. «Siamo davanti a tagli milionari della Confederazione a cui si aggiungono ora quasi otto milioni di franchi», spiega il co-segretario Edoardo Cappelletti. «Tutto questo andrà a peggiorare le condizioni di lavoro, soprattutto del corpo intermedio, a ridimensionare gli impieghi nella ricerca, ma anche a compromettere il diritto allo studio per quegli studenti che già oggi sono confrontati con rette universitarie assolutamente alte anche nella media intercantonale».
Preoccupa la copertura finanziaria che verrà proposta per l'iniziativa leghista
Il VPOD, insieme ai movimenti giovanili progressisti, vuole arrivare ad almeno mille firme da consegnare l'8 giugno, cioè quando il Gran Consiglio dovrebbe discutere dell'applicazione delle iniziative sulle casse malati. «La pressione è prioritariamente rivolta al Parlamento affinché rinunci, revochi questi tagli nel settore delle università», aggiunge Cappelletti. «Come sindacato siamo contrari ai tagli all'università pubblica, sia nell'applicazione delle iniziative sulla cassa malati, sia in generale sulle misure di risparmio che potranno essere applicate dall'autorità politica in futuro. Si tratta di istituzioni sempre più sotto pressione che sono confrontate con condizioni di lavoro precarie e con una ricerca che fatica sempre più a dare un valore aggiunto al territorio». La petizione rivendica infine un programma di stabilizzazione dei contratti a tempo determinato così come un contratto collettivo anche per il corpo intermedio.

