
L'iniziativa popolare cantonale "le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa" promossa dal "Guastafeste" Giorgio Ghiringhelli ha già raccolto 3500 adesioni.
È lo stesso promotore a darne notizia, segnalando però che il risultato non è soddisfacente. Ghiringhelli rimpiange i tempi in cui non c'era il voto per corrispondenza e quindi i cittadini si recavano alle urne e in quell'occasione poteva aderire ad iniziative e referendum.
"Ai cinque seggi di Lugano le bancarelle che abbiamo messo hanno fruttato la miseria di 351 firme. Un vero e proprio disastro! Se qualcuno in Gran Consiglio aveva ancora bisogno della prova che, con l'introduzione del voto per corrispondenza, per salvare i diritti popolari in Ticino occorre rivedere le regole per la riuscita di referendum e di iniziative, penso proprio che queste cifre parlino chiaro."
Ghiringhelli continua lamentandosi del tempo concesso in Ticino per la riuscita di un'iniziativa popolare (2 mesi) e annuncia che i promotori escogiteranno azioni particolari per raccogliere le altre 3550 firme necessarie per la riuscita dell'iniziativa popolare il cui termine è fissato al 31 maggio.
Il testo dell'iniziativa, lo ricordiamo, chiede che le vittime di aggressioni non debbano pagare i costi di una legittima difesa. Ovvero che, in caso di assoluzione dell'imputato difeso da un avvocato di fiducia, e non dall'avvocato d'ufficio, sia comunque lo Stato ad assumersi integralmente i costi della sua difesa.
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