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Ticino
Già 300 le firme in sostegno del Caffé
Già 300 le firme in sostegno del Caffé
Già 300 le firme in sostegno del Caffé
Redazione
10 anni fa
Nel frattempo parla il legale del settimanale: "Contestata dalla Procura non la qualità, ma la quantità"

Più di 300 adesioni in 24 ore. L’azione di solidarietà lanciata dal deputato dell’MpS Matteo Pronzini nei confronti del settimanale il Caffè sta avendo successo.

E’ stata lanciata dopo che si è appreso che il Ministero Pubblico dovrebbe chiamare a processo 4 giornalisti della testata, direttore compreso, per la linea con cui ha seguito il caso dell’errore medico avvenuto nel 2014 alla clinica Sant’Anna di Sorengo, l’amputazione di entrambi i seni alla paziente sbagliata, che un anno più tardi scatenò una vera e propria bufera mediatica.

Sia la bufera sia l’errore medico, ora, con il rinvio a giudizio del Caffè, tornano d’attualità e rimbalzano sulla stampa italiana e confederata. Stando a quanto trapelato finora, ad aver spinto la giustizia ticinese a procedere nei confronti del settimanale sarebbe la quantità e non la qualità degli articoli. Il Caffè si è occupato dell’errore medico del Sant’Anna in una decina di edizioni. Ora, sulla base degli accertamenti di fatto e di rito si prospetta la promozione dell’accusa per diffamazione e violazione della legge sulla concorrenza sleale. Si dovrebbe andare dunque verso il processo alle Assise correzionali nei confronti dei giornalisti coinvolti.

Il Ministero pubblico non fornisce alcun chiarimento, nonostante le nostre richieste. A parlare è invece il legale del Caffè, l’avvocato Luca Allidi, che si dice sorpreso per questa promozione dell’accusa. Ci spiega che nell’inchiesta della procura non emergono eventuali falsità pubblicate dal giornale. Il problema dunque, come detto, sarebbe la quantità degli articoli. Ma secondo l’avvocato, vi sono chiare motivazioni giornalistiche che hanno reso necessario quello che dalla controparte viene recepito come un accanimento.

Nel video allegato l'intervista a TeleTicino. 

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