
Votate due volte me, al posto di un altro socialista.
È questo, in pratica, il messaggio lanciato sui social network dal candidato Raoul Ghisletta, che sta facendo storcere diversi nasi in casa PS.
"Scegliere (staccare) la lista 3; scrivere a mano 3.4 Ghisletta Raoul sotto il nome di un altro candidato della lista 3 dopo averlo rigato" è l'indicazione di voto fornita da Ghisletta.
Un'indicazione che, comprensibilmente, non tutti gradiscono.
"No comment" si è limitata a dire la consigliera nazionale uscente Marina Carobbio, interpellata dal Corriere del Ticino, precisando di non essere assolutamente intenzionata ad imitare il sindacalista VPOD: "Nel mio sito io mi presento come candidata, nulla di più".
Più esplicito il presidente ad interim del partito, Carlo Lepori. "È un modo di agire al limite" afferma. "Tutti sappiamo che per doppiare sulla lista di partito occorre rigare un collega, ma farne spinta propaganda non lo trovo molto corretto."
Lepori spiega che diversi membri del partito si sono lamentati con lui del comportamento di Ghisletta. E che lui ha risposto loro che si tratta di "una mancanza di stile", nonché "di rispetto verso gli altri". Lepori riconosce che l'agire di Ghisletta "non è gravemente lesivo", ma ammette che anche a lui ha dato fastidio. "Ai miei dico di andarci piano con questi modi di agire."
Dal canto suo Ghisletta minimizza. "Non vedo bene di cosa mi si rimprovera" dichiara al CdT. "Se qualcuno conosce un altro sistema per doppiare un candidato, me lo faccia sapere."
"Io non sono contro nessuno" precisa ancora Ghisletta. "Non ho fatto né farò mai nomi. Dura lex, sed lex."
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