
I sindacati VPOD, Ocst e Sit, ricordiamo, martedì hanno scritto al Governo chiedendo un incontro per "trovare un accordo sulle questioni in sospeso". Un'azione non condivisa da ErreDiPì, che non è stata coinvolta nella missiva inoltrata al Governo dai sindacati. Dopo averne discusso con Enrico Quaresmini, Ticinonews ha poi incontrato Raoul Ghisletta, segretario VPOD Ticino.
“Le trattative vanno riaperte”
Ghisletta ci ha spiegato di aver organizzato e convocato uno sciopero il 29 febbraio “perché le trattative sono chiuse”. Per il sindacalista, il Governo ha preso una decisione per il 2024 “che riteniamo assolutamente insufficiente, perché per il futuro abbiamo una perdita enorme”. Su uno stipendia di 70mila franchi – spiega sempre Ghisletta - si ha una perdita di mille franchi nel 2024, mille nel 2025 e così via. “Su una carriera lunga 30 anni si parla quindi di una perdita pari a 30mila franchi. Evidentemente noi ci preoccupiamo di questa perdita, e cerchiamo di fare in modo che l’indice dei salari sia adeguato a partire perlomeno dall’uscita di questi anni finanziariamente terribili, che sono il 2024 e il 2025, sul quale il Governo ha chiuso la porta. Cercare di riaprire la trattativa rappresenta quindi uno sforzo importante”.
“ErreDiPi non sa fare trattative con un governo di destra”
ErreDiPi, lo ricordiamo, aveva accusato i sindacati di “tradire la volontà delle persone che sono scese in piazza a scioperare”. E la risposta di Ghisletta non lascia fraintendimenti. “Non so se ErreDiPi sappia fare calcoli e trattative, perché non ne ha mai fatte. E questa è la difficoltà di chi non sa fare calcoli e trattative con un Governo di destra che ha detto di non aver capito le ragioni dello sciopero, ad eccezione di Marina Carobbio. Noi abbiamo sempre spiegato il motivo: noi non possiamo accettare una perdita definitiva del carovita che va su tutta la carriera. Questo è il nodo”.
Una lettera al Governo
Un’altra questione sollevata da ErreDiPi riguardava il fatto che non fossero stati consultati dal VPOD prima di inviare la missiva. “Siamo tre sindacati con i nostri comitati e soci. Chiaramente, quello a cui dobbiamo rendere conto sono i nostri migliaia di affiliati”. Il sindacato non guarda quindi solo al settore pubblico, “ma anche a quello sociosanitario in generale, gravato a sua volta dal carovita: ospedali, case anziani e cliniche”. Queste persone “non possono perdere il carovita unicamente perché il Governo ticinese vuole dare solo 400 franchi per un anno, che alla fine non ha neanche versato al settore. Quindi, si sta addirittura creando una disparità di trattamento assurda”.
Un comunicato stampa che riassume la posizione dei sindacati
Dopo i commenti rilasciati da ErreDiPi, Vpod ha voluto riassumere la sua presa di posizione, espressa nella lettera inoltrata al Consiglio di Stato.
Carovita e trattative col Governo
"Per un dipendente che guadagna 70'000 franchi il carovita maturato nel 2023 è di 1'000 franchi annui (pari all'1.4%). Il Governo ha quindi deciso di dare 400 franchi una tantum per il 2024, con una conseguente perdita su 30 anni di carriera pari a 29'600 franchi. Per il Governo la trattativa è chiusa e tutto è deciso. Una presa di posizione ribadita subito dopo lo sciopero, ad eccezione di Marina Carobbio". I Sindacati martedì hanno quindi chiesto pubblicamente al Governo di riaprire la trattativa e di riconoscere carovita 2023 con un 1,4% di aumento salariale dal 2026. Per i Sindacati, "la perdita sul carovita in tal modo verrebbe ridotta da 29'600 franchi a 1'600 franchi". Se il Governo non è intenzionato a proseguire con le discussioni, "Vpod chiederà ai propri membri di scioperare di nuovo". Raoul Ghisletta ha infatti sottolineato come questa sia una posizione sindacale "avanzata e rispettosa della volontà dei 5'000 manifestanti del 29 febbraio di evitare una perdita strutturale del carovita. Ma non sarà facile convincere il Governo a trattare con noi".
Polemica ErreDiPi
La polemica antisindacale di ErreDiPI "è in mala fede: la loro proposta è un muro contro muro con il Governo e non porta da nessuna parte. La loro posizione rispetto a quella dei sindacati è superiore di 1'600 franchi su 28'000 franchi che sarebbero recuperati dai Sindacati per il caso di cui sopra (ossia il 5,7%). Da quando in qua si fanno polemiche virulenti per una differenza minima di strategia? Spaccando il fronte dello sciopero e dei manifestanti? Inoltre contrariamente a quello che scrive ErreDiPi, i Sindacati chiedono al Governo la piena compensazione nel 2025 per il carovita che maturerà nel 2024".

